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| Batteri di Escherechia coli al microscopio |
Eduardo Kac è un artista e scrittore brasiliano che lavorat da quarant’anni sulle interconnessioni tra spazi, tra mondi, e tra specie, aprendo riflessioni sui rapporti tra arte, scienza e tecnologie. Si veda il suo sito, molto ben fatto e articolato. Con le sue opere, Kac indaga l'attuale evoluzione degli esseri viventi che non è naturale, ma è frutto di un intervento umano che l'artista rende evidente attraverso l'utilizzo della manipolazione genetica e della CFP, una proteina definita anche marcatore biologico, perché diventa fluorescente quando illuminata con luce blu (*vedi la nota in fondo al blog) Pur essendosi mosso tra le dimensioni micro e macro dell’universo e degli esseri che lo abitano, quindi tra una dimensione spaziale che contempla distanze satellitari e, dall’altro lato, nella prossimità tra gli esseri viventi fino alla dimensione microscopica di batteri, in questo post ci occuperemo solo delle sue opere concepite nella dimensione micro, attraversandole mediante le problematiche sollevate da quelle stesse opere.
Kac, occupandosi di nuove tecnologie, scienza e arte, affronta la relazione tra campi diversi partendo dalla premessa del CODICE, cifra che appartiene a tutte queste discipline, pertanto sarà utile premettere, rispetto ai lavori successivi di arte transgenica, la sua concezione di traslazione dei linguaggi, espressa fin dagli inizi della sua carriera nel coniare nuove parole che fondono azioni diverse, come il termine HOLOPOETRY, in italiano OLOPOESIA, parola coniata nel 1983, come molte altre successive. (Olo è un suffisso derivante dalla parola greca ὅλος che significa tutto, intero). Si trattava di testi visuali che acquistavano significato solo mediante la partecipazione percettiva e cognitiva del lettore- osservatore: lettere che cambiavano colore attraverso la dimensione olografica e che si muovevano in uno spazio tridimensionale al di là della linearità e rigidità che caratterizza le lettere stampate. Fin da questa prima operazione, capiamo che l'artista sta lavorando sull'invenzione di nuovi linguaggi, sta orientando la sua ricerca sui codici.
Oggetto principale del suo interesse è l’interattività: tra corpi, tra spazi, tra opera e utente. Secondo l'artista, l'odierno connubio tra biologia, robotica e digitale cambia la concezione che abbiamo del corpo, ma anche quello di vita biologica e sociale, ci avviamo verso una post biologia.
In un suo scritto citato in un interessante articolo di Sabrina Comin a cui rimandiamo qui , Kac dice "La mia ricerca è sensibile a tutto ciò e allo stesso tempo spera di contribuire al passaggio verso una cultura post-biologica".
GENESIS, 1988-89
Primo lavoro transgenico dell’artista, commissionato da Ars Electronica 1998-99, prende avvio da una frase della Bibbia, nel libro GENESI: "E che l'uomo domini sui pesci del mare e sugli animali del cielo e su ogni essere vivente che si muove sulla terra". Kac compie qui un'operazione di traslazione, ovvero traduce questa frase dal linguaggio umano a quello "genetico" delle cellule. Per rendere possibile l'operazione, trasforma la frase biblica in un primo momento, in codice Morse, successivamente il Morse nel codice del DNA.
Dittico inciso a laser e rifinito a mano su granito (50 X 75cm) 2001.
Il DNA è una lunga molecola con struttura a pioli a doppia elica costituita da quattro componenti essenziali, le cosiddette basi azotate, che vanno sotto il nome di adenina (A), guanina (G), timina (T) e citosina (C). Ognuna delle due eliche del DNA è costituita da una combinazione di A, T, G, C. Eduardo Kac utilizza le lettere iniziali della basi azotate facendo corrispondere il punto del codice Morse alla C, la linea alla T, lo spazio tra le parole alla A e lo spazio tra le lettere alla G. L’intera frase, tradotta nel linguaggio del codice genetico, consente a Kac di creare un gene sintetico e a questo punto entra in gioco l'aspetto visivo, i colori. La luce UV condiziona infatti i colori di ciò che vediamo: per fare una sintesi comprensibile, diciamo che Kac introduce il nuovo gene all’interno di batteri di l’E.coli (*vedi nota in fondo al post) i cui geni sono dotati della proteina GFP, che diventa blu fluorescente se illuminata con UV. Successivamente dispone questi batteri di E.coli modificati insieme con altri non modificati che, illuminati da luce UV diventano verdi o ocra, mentre quelli modificati diventano blu.
Genesis, veduta dell'installazione al Ars Electronica, 1999
Nell’installazione che Kac presenta al pubblico i batteri sono in un petri (*vedi nota in fondo al post) sopra ad un basamento trasparente, visibili al microscopio e ripresi da una piccola videocamera che rende possibile l’interazione con gli spettatori online e in presenza. Poiché gli osservatori hanno la facoltà di accendere o no la luce UV, vedendo con i propri occhi (o via web) le modificazioni dei batteri, si apre per loro un tema di scelta e di responsabilità nel condizionare l’esistenza di tali tali esseri viventi.
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| Cypher, 2009, la foto è di Kac |
CYPHER 2009 è l'ultima opera di arte transgenica realizzata da Kac, e che ci ha dato ispirazione per il titolo di questo post.
Nel 2009 crea un mini laboratorio portatile di acciao, contenente, in appositi mini-scaffali, piastre di Petri, agar, nutrienti, pipette, provette, DNA di E. coli sintetico modificato la cui sequenza codifica una Poesia appositamente creata dall’artista per quest’opera, una poesia transgenica. Si veda il link al sito dell’artista. Ovviamente l'artista sta citando la celebre Boîte en valise di Duchamp, ma mentre per quest'ultima si trattava una mini mostra portatile in cui lo spettatore era in grado di rendersi in qualunque luogo uno spettatore miniaturizzato, il Box è un kit per uno spettatore in azione, che può interagire, quando lo desidera, con un'opera DIY, (acronimo di Do It Yourself) contenente anche il libretto di istruzioni per l’uso. Qui può capire il meccanismo di creazione della poesia e la "creazione" di un nuovo codice visivo elaborata dall'artista:
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| CYPHER, 2003 la poesia, la foto è nel sito dell'artista |
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| CYPHER, 2003, foto nel sito dell'artista |
NATURAL HISTORY OF THE ENIGMA (2003-2009)
Sviluppata tra il 2003 ed esposta nel 2009, quest'opera ha vinto nel 2009 il premio GOLDEN NICA AWARD Collection Weisman Art Museum, Minneapolis Con questo lavoro Kac ha creato una nuova forma di vita vegetale chiamata Edunia, frutto di ingegneria genetica, le cui rosse venature esprimono, rispetto alle normali petunie in commercio, la presenza del DNA dell’artista: infatti il gene è stato isolato da una sequenza contenuta nel sangue dell'artista. L'intera operazione è un processo che comprende diversi lavori: l'installazione, da una serie di foto, la creazione di contenitori di semi di Edunia, una serie di stampe litografiche legate ai contenitori, una serie di dittici di acquerelli e una litografia multilivelli della reazione a catena PCR di Edunia. (*vedi nota in coda a questo post) Come scrive lo stesso artista nel suo sito, "Natural History of the Enigma is a reflection on the contiguity of life between different species", quest'opera costituisce una riflessione sulla contiguità della vita tra specie diverse, drammaticamente esemplificata nella nuova Edunia, una petunia con vene rosso sangue.
THE EIGHT DAY 2002 Si possono Vedere qui le immagini, oltre al sito dell'artista.
L'opera consiste in un ecosistema transgenico ed è un lavoro collettivo che l’artista ha realizzato grazie alla collaborazione con l' Arizona State University dal 2001. Si presenta come un piccolo ecosistema, in cui convivono topi, pesci zebra e piante di tabacco fluorescenti la cui mutazione genetica è stata ottenuta attraverso l’immissione della proteina GFP nel loro genoma. Tutti questi esseri viventi coabitano e interagiscono tutti riuniti in una cupola di plexiglgass larga circa 120 centimetri: accanto a questi vivi naturali, si muove un Biobot, ovvero robot con corpo di vetro con sei articolazioni robotiche all’interno del quale nuota una colonia di amebe Dyctyostelium discoideum, anch’esse fluorescenti, la cui particolarità consiste nel cambiare continuamente morfologia: le amebe sono infatti organismi unicellulari che presentano forma varia e non stabile, grazie alla loro capacità di estendere e ritrarre gli pseudopodi (cioè i loro "falsi piedi", estroflessioni temporanee utilizzate per il movimento ameboide e la fagocitosi). L'artista decide che le amebe costituiscono il cervello motore del Biobot, poichè le loro modificazioni morfologiche comportano i movimenti del Biobot attraverso le sue articolazioni metalliche. I visitatori potevano monitorare i movimenti delle amebe nonchè dell'intero ecosisstema presente nella cupola. Infatti, all’interno del corpo di vetro era presente una telecamera, che inquadrava ciò che avveniva nel corpo stesso, ovvero la vita delle amebe, mentre un’altra telecamera osservava l'interno della cupola: questi due "occhi" consentivano ai visitatori di vedere in presenza e online l’opera attraverso l’occhio bifronte del Biobot.
GFP BUNNY 2000 - ALBA
E' l'opera più famosa dell'artista, perchè ha creato scalpore mediatico ed è stata censurata. Ne accenniamo solamente. Nel 2000 Kac inserisce un gene, contenente la proteina EGFP, (originariamente isolata nealla medusa Aequorea victoria e modificata) nel DNA dell'embrione di un coniglio albino, creando il coniglio Alba, che , quando è esposto alla luce UV diventa fosforescente . E’ l’opera più famosa di Kac e anche la più discussa, dal momento che implica la creazione di una vita animale che ha dimensioni e relazioni più evidenti con noi umani rispetto a un procariote. GFP Bunny va però considerato come un evento sociale complesso, costituito anche dal dibattito culturale che ha causato.
NOTE (riprese da Wikipedia e Google AI):
E. coli - Escherichia coli è un batterio gram-negativo, E' comunemente presente nel microbiota intestinale dell'uomo e degli animali a sangue caldo. Per identificare E. coli e altri batteri si usa la luce UV: infatti, sotto l'azione della luce UV, i batteri (spesso marcati con coloranti fluorescenti o che esprimono proteine specifiche come la GFP - Green Fluorescent Protein) emettono luce visibile, rendendoli distinguibili dal fondo. Sebbene la maggior parte dei ceppi sia innocua e utile alla digestione, alcuni possono causare infezioni intestinali (diarrea, colite) o extraintestinali, come le cistiti.
CFP La Cyan Fluorescent Protein (CFP) è una proteina fluorescente, derivata da modifiche della classica Green Fluorescent Protein (GFP) della medusa Aequorea victoria. Emette una luce ciano (blu-verde) quando eccitata da specifiche lunghezze d'onda, rendendola uno strumento fondamentale nella ricerca biologica e biochimica per l'imaging cellulare.
La Green Fluorescent Protein (GFP), o proteina verde fluorescente, è una rivoluzionaria tecnologia di marcatura biologica che ha valso il Premio Nobel per la Chimica nel 2008 a Osamu Shimomura, Martin Chalfie e Roger Tsien. Questa proteina, isolata originariamente dalla medusa bioluminescente Aequorea victoria, emette una brillante fluorescenza verde se esposta alla luce ultravioletta o blu. Viene utilizzata come marcatore biologico per visualizzare processi in tempo reale, localizzare proteine all'interno delle cellule e studiare l'espressione genica .
Petri contenitore circolare piatto, in vetro o plastica, dotato di coperchio, fondamentale in microbiologia e biologia per la coltura di microrganismi, cellule e tessuti su terreni agarizzati. L'agar è una sostanza gelatinosa naturale, estratta da alghe rosse, fondamentale nei laboratori di ricerca biologica come terreno di coltura - arricchito da nutrienti adeguati- per coltivare colonie di batteri e microrganismi.
PCR , tecnica di biologia molecolare che permette di amplificare (moltiplicare) rapidamente e selettivamente specifiche sequenze di DNA in vitro. Sviluppata da Kary Mullis (Premio Nobel 1993), permette di ottenere milioni di copie a partire da una singola molecola.







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