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| Jacopo del Pontormo, Deposizione, 1526, Chiesa di santa Felicita, Firenze. |
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| Rosso Fiorentino, Deposizione, 1521, Volterra |
Non c'è più paesaggio, ma un cielo livido che accompagna una scena che sembra un video in loop. La composizione è dinamica, tutti salgono e scendono contemporaneamente. Sono spariti i muscoli, i corpi sembrano ritagliati. Da queste due opere trae ispirazione Pasolini nel 1963 per creare la scena della croce nel suo film La Ricotta. Si legga questo post pubblicato su Artribune .
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| Annibale Carracci, 1585, La bottega del macellaio, |
All'opposto, i corpi dipinti da Caravaggio sono corpi reali, vivi, e non modelli classici. Illuminati da luce di interni (spesso candele che offrono una luce radente), mettono in scena situazioni reali e fortemente coinvolgenti.
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| Caravaggio, Morte della Vergine Maria (1604) |
Si pensi alla Morte della Vergine Maria (1604) descritta dal pittore bolognese Annibale Carracci come una popolana stramazzata sul tavolaccio col ventre gonfio e i piedi nudi e sporchi (come il piede di San Pietro a san Luigi dei Francesi a Roma) per Carracci la pittura di Caravaggio è troppo naturale.
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| Caravaggio, La crocifissione di San Pietro, 1601 Roma Santa Maria del Popolo, |
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| Guido Reni, Cleopatra, 1640, Museo Prado |
Anche Guido Reni utilizza la luce non naturale delle candele per illuminare i corpi, ma dietro di essi pone uno sfondo più luminoso e immagina la presenza del vento. Si veda L'Atalanta e Ippomene al Museo di Capodimonte a Napoli:
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| L'Atalanta e Ippomene 1618-1619, Museo di Capodimonte a Napoli I corpi di Guido Reni hanno il biancore luminoso del gesso, sono statue viventi, tutt'altro che reali. |





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