venerdì 1 marzo 2024
TESSUTI DIVERSI, I TESSUTI DI LOUISE BOURGEOIS
mercoledì 24 aprile 2024
IL CORPO ANATOMICO: CELLULE, APPARATI E ORGANISMI E LETTERE CHE LI CATALOGANO
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| Neurone (Cellula nervosa) |
La seconda differenza tra le cellule eucariote e procariote ma sicuramente la più importante, è la presenza nelle Eucariote della membrana nucleare, che tiene nettamente separato il materiale genetico, il DNA, dal resto della cellula. Così, immersi nel citoplasma, si trovano nella cellula eucariote tutti gli altri organuli cellulari, che svolgono altre funzioni utili alla vita della cellula e dell’intero organismo. La cellula eucariotica, quindi, è più grande, più efficiente, più complessa. I Procarioti, invece, tutti unicellulari, hanno un’organizzazione cellulare è più semplice.
I VIVENTI E NON VIVENTI hanno una caratteristica comune: sono costituiti da MOLECOLE, che a loro volta sono costituite da ATOMI legati tra di loro, (dal greco a-tomos, non divisibile) che si pensava fossero l'unità più piccola presente in natura.
Poi, alla fine dell'800, si è scoperto che gli atomi sono formati da particelle ancora più piccole: nel NUCLEO dell'atomo, infatti, intorno al quale ruotano gli ELETTRONI con carica negativa, si trovano PROTONI, con carica positiva, e i NEUTRONI, con carica nulla.
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| L'immagine è solo simbolica, perchè il nucleo è 10000 volte più piccolo dell'atomo |
Gli atomi sono elettricamente neutri perchè hanno un numero uguale di elettroni e protoni.
Un ELEMENTO è una sostanza pura, ovvero contiene atomi tutti dello stesso tipo, che hanno caratteristiche distinte. Per esempio, l'elemento idrogeno ha solo di atomi di idrogeno, mentre un COMPOSTO è una sostanza composta da elementi diversi in rapporto numerico fisso (per esempio l'acqua, H2O, sempre composta da due atomi di H, idrogeno e uno di O, ossigeno).
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| Tavola periodica degli elementi |
Qui sopra si vede la TAVOLA PERIODICA DEGLI ELEMENTI, inventata da Dmitrij Ivanovic Mendeleev, che a fine '800 aveva catalogato in un sistema che lasciava caselle vuote per elementi non ancora scoperti.
In natura esistono 92 elementi.
Gli elementi sono raggruppati nella tavola periodica (in cui ogni elemento è contraddistinto da un simbolo di una o due lettere) secondo le loro proprietà fisiche e chimiche: gli elementi da 1 a 92 sono presenti in natura, quelli con numero atomico superiore sono stati prodotti in laboratorio.
Cosa è il numero atomico (Z)?
Le colonne verticali contengono elementi con proprietà simili.
Qui sotto la composizione percentuale del corpo umano. I sei elementi evidenziati in giallo costituiscono il 98% della massa della maggior parte degli organismi viventi( ossigeno, carbonio, idrogeno, azoto, fosforo, zolfo).
Ossigeno 65,0
Carbonio 18,5
Idrogeno 9,5
Azoto 3.3
Fosforo 1,0
Zolfo 0,3
Sodio 0,2
Cloro 0,2
Magnesio 0,1
Calcio 1,5
Potassio 0,4
UN ELEMENTO HA ATTRAVERSATO IL SECOLO SCORSO E PETER GREENEWAY NE REALIZZA UN'OPERA PROCESSUALE: LE VALIGIE DI TULSE LUPER

Si tratta di un multiforme progetto, non solo multimediale,realizzato dal regista e artista Peter Greeneway a partire dal 2002, che narra un viaggio attraverso il secolo del 900 sulla base del numero 92, l'uranio. Su veda qui il post su quest'opera. E qui un interessante articolo su una mostra legata al progetto, tenutasi al Rivellino di Locarno nel 2010.
giovedì 14 settembre 2023
giovedì 4 maggio 2023
SANGUE PERTURBANTE, TESSUTO LIQUIDO
Il sangue se sgorga, incute timore, è immagine di dolore, e se lo si vede come un liquido che esce dal corpo a fiotti, risveglia l'incubo della ferita, della morte. Si segnalano qui alcune opere che valgono come rappresentative di alcuni modi di apparire del sangue nell'arte.
Il primo sangue dell'arte occidentale è quello di Cristo, la vittima che si immola per la salvezza dell'umanità: si vedano in questo post le crocifissioni dal periodo bizantino al medioevo.
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| Beato Angelico, Cristo coronato di spine, 1430 |
venerdì 12 aprile 2024
Il PROGETTO TC&A ESPLORA AL MICROSCOPIO IL CONFINE TRA VITA E MORTE
Il Progetto TC&A, The Tissue Culture art project cha sede a Perth, in Australia (ne sono responsabili Oron Catts e Inat Zurr), opera nel campo dei rapporti tra arte, scienza e nuove tecnologie, esplorando gli effetti dell’impatto dell’ingegneria dei tessuti sulla nostra società. Da anni si dedicano alla categoria del semi-vivo, termine che descrive una nuova tipologia di viventi nati in laboratorio e sulla quale il TC&A si concentra per creare occasione di dibattito e pensiero intorno al significato della parola "vita" nell’epoca della sua riproducibilità tecnologica.
Oron Catts è un artista e Direttore del SymbioticA, Centro di Eccellenza per le Arti Biologiche, Scuola di Scienze Umane, Università dell'Australia Occidentale, mentre Inat Zurr è Docente senior di Belle Arti presso la Scuola di Design, Università dell'Australia Occidentale.
giovedì 2 giugno 2022
LA MEMORIA DEL CORPO #9: CICATRICI, TRACCE E SCRITTURE
Il significato della parola cicatrice [dal latino cicatrix -icis]. nel dizionario Treccani è tessuto di guarigione delle soluzioni di continuo e delle perdite di sostanza di tessuti sia animali sia vegetali; più comunemente, segno che rimane sulla pelle nel luogo di una ferita rimarginata. La radice del termine cicatrix è cingere, legare intorno fa riferimento alla funzione di ogni cicatrice, che è di legare i tessuti illesi intorno a una ferita. Sulla cicatrice non ci sono né peli, né solchi cutanei.
mercoledì 9 marzo 2016
CANONI: BIOTIPI E DEFORMAZIONI D'AVANGUARDIA
Tipi mesomorfico ( molto pronunciate caratteristiche scheletriche, ossatura robusta e larga; con prevalente sviluppo di tutti i tessuti connettivi, con massimo sviluppo apparente del sistema scheletrico-muscolare, fisico asciutto e generale robustezza) Figura adulta.
Tipo ectomorfico in cui si descrive prevalente lo sviluppo del sistema nervoso centrale ai danni di tutti gli altri apparati: ne deriva una figura sottile dalle lunghe estremità che contrastano con il torace poco sviluppato e piccolo e la testa grossa. Complessivamente la figura dell'adolescente.
Sheldon ritenne di potere leggere una figura nei termini di predominanza assoluta o relativa delle caratteristiche tipologiche sopradescritte, e stabilì di indicare per ogni SOMATIPO INDIVIDUALE un valore per le caratteristiche eso, meso e ed ectomorfiche di ogni figura, con seriazioni ampie e comprensive.
RAZIONALISMO e IL MODULOR DI LE CORBUSIER
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L'unico canone del Novecento è il Modulor di Le Corbusier, che l'architetto stesso definiva " una gamma di dimensioni armoniche di scala umana", applicabile universalmente all'architettura come alla meccanica.
Le Corbusier vede la struttura antropometrica umana come un insieme di misure da catalogare in un manuale e da utilizzare per dimensionare gli spazi ambientali e le forme oggettuali usate dall'uomo. In sostanza, la sua finalità è principalmente utilitaristica, anche se nel suo Trattato, la Carta di Atene, egli esprime questa considerazione: «Il dimensionamento di ogni cosa entro il dispositivo urbano non può essere regolato che sulla scala umana: la misura umana dell'uomo deve servire di base a tutti i canoni che siano in rapporto con la vita e le diverse funzioni dell'essere. La qualificazione, speranza radicata nel più profondo dell'essere, può risvegliare un dio che dorme. Per formulare risposte da dare ai formidabili problemi posti dal nostro tempo e riguardanti l'attrezzatura della nostra società, vi è un unico criterio accettabile che ricondurrà ogni problema ai suoi veri fondamenti: questo criterio è l'uomo, una gamma di dimensioni armoniche, applicabile universalmente all'architettura come alla meccanica.»
Il sistema di misure escogitato da Le Corbusier è ricavato dall'uomo eretto con il braccio alzato e fornisce una serie illimitata di combinazioni e rapporti: Il modulor si basa su un uomo alto m 1,83 ( o 1,75) ed è costituito da due scale proporzionali.
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| Matisse, Joie de vivre, 1905 |
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| Matisse, La danse, 1909, L'Hermitage, San Pietroburgo, |
venerdì 16 maggio 2025
IL FUNAMBOLO E L'ARTISTA IN EQUILIBRIO SUL VUOTO : PETIT, KLEIN, MURESAN, DE DOMINICIS
Il corpo umano possiede il potere di reagire alla forza di gravità, all’inerzia e alla forza impressa, che sono le forze primarie del mondo fisico, attraverso l'interazione tra due sistemi: il sistema propriocettivo che riguarda la propria posizione nello spazio ed enterocettivo, che si focalizza sulle informazioni provenienti dall'esterno.
Come gli altri sistemi sensoriali, il sistema enterocettivo si avvale di cellule specializzate (recettori) che in tale sistema sono localizzati nella maggior parte dei tessuti corporei: muscoli, ossa, pelle e organi interni. L’area cerebrale che riceve la maggior parte delle informazioni riguardanti l’enterocezione è la la corteccia insulare o insula, che processa gli stimoli enterocettivi permettendoci di diventare consapevoli di ciò che sentiamo. L’enterocezione ci permette di provare molte sensazioni importanti che si possono distinguere in due categorie principali, stati corporei e stati emotivi: gli stati corporei comprendono le funzioni corporee basilari o le condizioni fisiche del nostro corpo come fame, sete, stimolo minzionale o evacuativo, dolore, eccitazione sessuale, prurito, solletico, temperatura corporea (sensazione di caldo/freddo), nausea, mal di testa, malessere, tensione muscolare. Gli stati emotivi, come rabbia, calma, imbarazzo, felicità, ansietà, tristezza, paura, stanchezza, rilassamento.
Il sistema propriocettivo offre informazioni sullo spazio e tempo in cui ci si trova, e di ogni altro fattore, è responsabile dell’aspetto di un individuo e della sua organizzazione motoria. La maggior parte delle operazioni coinvolte nel guidare e nel controllare i nostri movimenti corporali sono inconsce. Non siamo consapevoli della maggior parte dei movimenti coinvolti nella nostra postura. Spesso sono movimenti abituali e automatici. Le sensazioni propriocettive sono raggruppate secondo la loro origine in varie parti dell’organismo in tre tipologie:
A. Sensazioni cinestesiche, o di movimento, presenti in tutto lo scheletro e nelle strutture muscolari. provengono da numerosi terminali presenti nei muscoli, nei tendini, nelle articolazioni, nei legamenti, nelle ossa, nelle cartilagini in altri tessuti di supporto del sistema locomotore e ci rendono coscienti del movimento sia passivo che attivo, di resistenza o di pressione e delle relative posizioni delle parti del corpo.
B. La sensazione della propria posizione nello spazio deriva da sensazioni speciali presenti nella parte più profonda dell’orecchio ma che non fanno parte del sistema del senso acustico. L'orecchio è infatti un vero e proprio organi diviso in tre parti: esterno, medio e interno. I primi due sono dedicati esclusivamente alla funzione uditiva, poiché raccolgono le onde sonore, le dirigono all'organo sensoriale e amplificano il loro effetto sui meccanorecettori. L'orecchio interno contiene i recettori dell'udito e dell'equilibrio. Questi organi sono localizzati in una camera ossea chiamata in labirinto o vestibolo e le sensazioni si chiamano vestibolari o labirintiche poichè registrano la posizione della testa e del corpo in relazione al pavimento e la direzione di movimento nello spazio. Due distinti organi sono coinvolti: gli otoliti e i canali semicircolari. Gli otoliti (dal greco oto, orecchio e lithos, pietra) sono delle piccolissime formazioni di ossalato di calcio, ossia dei sassolini, presenti sulle cellule che rivestono l'orecchio interno, cioè la parte dell'orecchio situato all'interno del timpano. Equilibrio statico: Quando la testa si muove, gli otoliti e la membrana si spostano provovando la flessione delle ciglia delle cellule ciliate contenute nella membrana stessa, che trasmettono lo stimolo al nervo vestibolare che trasmette l'informazione al cervello. Questo sistema costituisce il delicato apparato che permette di mantenere l'equilibrio e di orientarsi nel movimento e nella direzione. Equilibrio dinamico: corrisponde al mantenimento della posizione del corpo in risposta a movimenti improvvisi come la rotazione, l'accelerazione e la decelerazione.esso è affidato ai tre canali semicircolari, i quali sono orientati secondo le tre direzioni nello spazio e ciascuno dei quali ha una porzione ingrossata che si chiama ampolla all'interno della quale si trova un sistema di liquidi gelatinosi che, spostandosi determinano segnali che vengono trasmessi al nervo vestibolare.
C. Le impressioni miste derivanti da gruppi di diversi organi interni come quello digestivo, escretorio, viscerale.
PHILIPPE PETIT
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| (AP Photo/Alan Welner, File) |
THE WALK è un film del 2015 di Robert Zemeckis, con Joseph Gordon Levitt nei panni di Philippe Petit, il celebre funambolo francese che nel 1974 compì la traversata delle Torri Gemelle del World Trade Center su un cavo di acciao senza nessuna protezione. Qui una intervista con alcune clip delle sue sospensioni. Philippe Petit ha scritto un libro autobiografico nel 2002. Qui il trailer del film.
La scheda su Yves Klein che segue è stata preparata da Sandro Canali:YVES KLEIN, LE SAUT DANS LE VIDE, 1960
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| Ciprian Muresan, Leap Into the Void – After Three Seconds, |
Tentativo di volo è un breve video realizzato da Gino de Dominicis di cui esiste anche una sequenza fotografica. Il video, realizzato da Gerry Schum, inizia con le parole dell’artista, che afferma: “Forse perché non sono mai riuscito a nuotare ho deciso di imparare a volare.” L’artista, come un uccello, prova a partire dall’alto per essere avvantaggiato nella prima planata. Sbatte le braccia, prima lentamente poi sempre più deciso, si butta, ma ricade più volte per terra con un effetto deludente, ma soprattutto comico, ridicolo. Il video e le foto che ripetono in parodia l'ispirato Salto nel vuoto di Klein e "del suo proposito “immateriale” di oltrepassamento dell’arte.", come scrive Silvia Tomassi nel suo articolo Nessun salto è mai nel vuoto.
mercoledì 1 maggio 2024
SOLO GLI UMANI SONO PERFORMATIVI?
A quanto pare si, solo gli esseri umani possono performare, almeno secondo lo studioso franco-tedesco Jens Hauser. In un suo testo pubblicato nel libro Art biotech, (nel catalogo della mostra a sua cura del 2003, L’Art biotech, svoltasi presso Le lieu Unique a Nantes e pubblicato in edizione italiana aggiornata cura di Pierluigi Capucci e Franco Torriani per CLUEB, 2017), lo stesso autore definiva il corpo degli esseri viventi come un campo di battaglia per le discussioni biopolitiche. Nella mostra si raccoglievano opere che utilizzavano le biotecnologie come strumenti della loro pratica artistica, facendo pensare al lavoro degli artisti delle prima e della seconda avanguardia.
Nel 2021 Jens Hauser si spinge più avanti ed esplora nuovamente il campo delle arti che si occupano delle ripercussioni della manipolazione tecnica in atto in ambito biologico e ambientale, in un breve testo scritto in collaborazione con l'artista e ricercatrice Lucie Strecter, On Microperformativity. Il testo accompagnava un festival da lui curato, che aveva l'obiettivo di sollecitare artisti e studiosi in un confronto con un pensiero che fosse in grado di superare l’Umanesimo, che lui, insieme con Richard Schekner - il teorico americano della Performance - considerava come una potente ideologia arrogante, antropocentrica, espansionista.
Nel suo testo, l'autore cita alcune mostre che hanno messo a tema la microperformatività , a partire da quella già citata:
skinterface: Exploding borders- Creating membranes in art, technology and Society (FACT, Liverpool, 2008, Casino Luxemborg- Forum d'Art Contemporain, 2009)
May the Horse live in me/Art Orienté object ( Kapelica Gallery, Ljubijana, 2011),
SO 3 (three tender significant others) (Espace Multimedia Gantner, Bourogne 2015),
Click Festival "On Microperformativity", (Helsingør, 2016),
Devenir Immobile/Yann Marussich (Le lieu unique, Nantes, 2018),
{un][split} Micro Performance & Macro Matters (Muffathalle, Munich, 2018),
Applied Microperformativity: Live arts for a radical socio-economic turn (Angewandte Innovation Lab [AIL], Vienna, 2018), in connessione con Elise-Richter-PEEK project ‘The Performative Biofact’ funded by the Austrian Science Fund (FWF), OU\ /ERT. Phytophilia - Chlorophobia - Situated Knowledges (Emmetrop- Antre Peaux, Bourges, 2019).
Partendo da una riflessione sulla violenza della microperformatività del coronavirus, Jens Hauser individua, alltraverso l'esplorazione di alcune pratiche e teorie artistiche messe in atto in queste mostre, e in cui vede il prevalere, simmetricamente rispetto a una tendenza verso la destabilizzazione della scala umana (sia spaziale che temporale), un orientamento verso agenti e corpi non umani.
Queste sono le domande che si pone lo studioso: A cosa si riferisce oggi la parola corpo? Cosa significa liveness?
TAGNY DUFF
Artista interdisciplinare canadese che ha lavorato in Australia, fondatrice di Fluxmedia, Tagny Duff si occupa di forme di vita microscopiche e molecolari, lavorando con i virus - non sui virus come tematica, ma esplorandoli in quanto entità biologiche, molecolari, culturali e digitali - e si rende conto che i virus sono spesso considerati come un intrusi da combattere e d eliminare. Tuttavia, il contagio virale può svolgere un ruolo importante nello sviluppo evolutivo dei corpi: recenti studi di paleogenomica hanno infatti scoperto fossili virali endogeni in corpi (umani, animali e vegetali) che risalgono a milioni di anni fa.
Ci sono relazioni simbiotiche tra il virus e il corpo dell'ospite? Per rispondere a questa domanda, l'artista ha documentato visivamente e testualmente la sua ricerca condotta con i retrovirus nel laboratorio scientifico e ha costruito una serie di prototipi artistici per una futura installazione performativa interattiva con cui i visitatori sono stati invitati a interagire. I corpi umani necessitano di virus per evolversi come specie, così come i virus necessitano di incubatrici umane per prosperare. Insieme ad altre forme microbiche, queste entità non umane obbligano a un ripensamento dello status di vivacità a scale percepibili ma anche impercettibili per l'uomo. Per capire meglio come i virus si muovono nelle cellule e generano un'interrelazione con gli esseri umani, l'artista ha dovuto coltivare e trasfettare le cellule in vitro in un laboratorio scientifico, dovendo necessariamente imparare a lavorare con molta accuratezza per non essere lei stessa infettata (è possibile farlo congelando il virus a -80 gradi). Così scrive lei stessa: «Lavorare in laboratorio con virus, cellule e tessuti comporta una serie di percezioni sensoriali e viscerali: calore, umidità, pressione, tatto e suoni sono fattori determinanti per la crescita delle cellule e per le condizioni di passaggio dei virus attraverso le pareti cellulari. Il modo in cui tengo la pipetta e distribuisco il terreno di coltura per alimentare le cellule ha un impatto sulla loro struttura cellulare. Una quantità eccessiva o insufficiente di terreno potrebbe causare la morte delle cellule. Inoltre, le cellule non assorbono i vettori virali con la stessa rapidità se l'incubatore non è impostato su una temperatura corporea. Anche alcune frequenze e vibrazioni dovute alle voci umane e al movimento nel laboratorio possono inibire o generare la crescita dei virus. Come artista che lavora in queste condizioni, mi preoccupo costantemente di mantenere le condizioni ambientali e di sicurezza necessarie per la cura dei campioni».
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| Tagny Duff, Cryobook Archives, 2016 |
Cryobook Archives, 2016, https://bridge.art.msu.edu/video/,
Quattro sculture sono esposte dentro un'unità di congelamento portatile trasformata in una teca, un specie di biblioteca mobile in miniatura. Le sculture sono quattro libri fatti a mano con tessuti umani di volontari che hanno subito interventi chirurgici, e animali ex-impiantati, cellule HaCat e un virus biologico sintetico (Lentivirus). Per realizzarli l’artista ha utilizzato tecniche di ingegneria delle colture tissutali, come la trasfezione e le procedure di colorazione immunoistochimica, insieme alle tradizionali tecniche di rilegatura dei libri. Qui si possono leggere diversi post scritti da Tagny Duff nel blog scritto dall'autrice. Altro link utile: https://www.concordia.ca/faculty/tagny-duff.html
Scrive l'artista proposito della ricerca e dei metodi per produrre il sapere scientifico: "In laboratory practices, computer programming and archival sciences, the prevention of contamination is believed to be an important strategy for stabilizing, preserving and generating knowledge and information.The cryobooks propose a rethinking of this belief by exploring how ‘synthetic’ and ‘wild’ viral and microbial forms of life are implicated in the production of emerging forms of life and knowledge."
Hauser si sofferma anche sulle pratiche di Yan Marussich, artista performer danzatore e coreografo svizzero che esplora, mediante gesti minimi o impercettibili che rasentano l'immobilità, il rapporto del suo corpo con “performer” non umani. Le sue sono performance che si svolgono in perfetto silenzio e profonda concentrazione.
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| Yan Marussich, Autoportrait dans un fourmilière, 2003 |
Blanc (2015) è una performance in cui l'artista, vestito di bianco chiede ai visitatori della sua mostra di srispondere a una sua domanda che rigiarda la morte
Bain brisé (2010)è un'altra performance in cui resta per un'ora circa in una vasca da bagno piena di vetri rotti, con un braccio che fuoriesce con un pugno, per poi uscirne molto lentamente. https://www.yannmarussich.ch/perfos.php?p=28
Autoportrait dans un fourmilière (Autoritratto in un formicaio ) (2003). Anche in questo caso Marussich si interroga con gli spettatori sulla morte giacendo immobile, stavolta, per 5 ore in una teca di vetro dove ha sede un formicaio. Su ogni lato, lo spettatore ha a disposizione delle cuffie che riproducono tre fonti sonore distinte. Sempre ai lati, quattro schermi mostrano primi piani del corpo dell'artista e delle formiche, ripresi in diretta da quattro telecamere.
KLAUSS SPIESS/ LUCIE STRECKER
Klauss Spiess, austriaco con una formazione come endocrinologo, psicosomatico e antropologo medico, lavora come professore associato presso l'Università di Medicina di Vienna, in Austria e collabora con Lucie Strecker, tedesca, artista e ricercatrice in performance art e arte ibrida. Insieme sviluppano performance/installazioni transdisciplinari su temi di biopolitica.
Microbial Keywording ( 2020) https://vimeo.com/379866513
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| Microbial Keywording, 2020 |
In questo lavoro la coppia esplora un linguaggio ibrido che elabora non solo simboli formali, ovvero ciò che viene pronunciato attraverso la bocca, parole, suoni, glossolalie, ma interagisce con i microbi che proliferano in essa. Nelle loro performance raccolgono i microbi orali del pubblico, quindi, utilizzano uno spettrogramma vocale attraverso il quale i fonemi pronunciati ripetutamente azionano pompe che aggiungono feromoni ai microbi contenuti nella saliva per un certo periodo di tempo. Gli artisti lavorano quindi alla produzione di un "linguaggio microbico", in cui i microbi e il linguaggio si incontrano. Osservando la diminuzione delle differenze rispettivamente tra le diverse lingue e i diversi microbiomi, cercano le assonanze tra biologia e linguaggio. Si veda l'articolo pubblicato nel sito di Ars Electronica
THOMAS FEUERSTEIN
Artista viennese, Thomas Feuerstein è autore di Prometheus delivered, (2017), un lavoro che ha come soggetto un'opera scultorea di Nicolas Sebastien Adam (1762). L'agente performer in questo caso è un batterio chemioautotrofo, processato da un bioretatore KAZBEK , che produce i batteri delle cellule del fegato umano. L'acqua del processo acida penetra attraverso i tubi nella scultura e la degrada progressivamente, come se fosse un corpo vivo: i batteri del fegato corrodono il corpo di Prometeo, come il fegato dell'eroe mitico viene mangaito da un'aquila.
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| Thomas Feuerstein, Prometheus delivered, 2017 |
JULIA BOROVAYA
L'artista moscovita Julia Borovaya è affascinata dalle sostanze e dalle loro qualità chimiche e fisiche. Le sue opere fondono la tecnologia con le molecole. Con Edward Rakhmanov, Borovaya ha co-fondato al Dipartimento di Chimica dell'Università di Mosca il SAVE lab, una piattaforma collaborativa per lo studio della chimica, biologia e fisica in una prospettiva artistica.
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| JULIA BOROVAYA, Cristal, 2020 |
CRYSTAL (2020) è un'opera performativa in cui utilizzano il CH3COONa, acetato di sodio, il sale di sodio dell'acido acetico. Il progetto esplora l'incontro diretto tra un essere umano e una determinata sostanza chimica o fisica, al fine di dimostrare le loro qualità. Quando un corpo entra in una soluzione supersatura raffreddata, oppure quando si verifica un movimento o una semplice variazione, si ha un fenomeno di cristallizzazione. Si verifica così un'interazione diretta tra il corpo umano e la sostanza chimica. La soluzione supersatura viene versata in una vasca di vetro lunga180 cm e larga 70 in cui si immerge un performer dotato di un tubo di respirazione e ad un certo punto inizia la cristallizzazione provocata dal performer. In circa 20-30 minuti il suo corpo viene completamente ricoperto di cristalli e l' osservatore stenta a vederlo. Il performer ha il compito principale di monitorare la sostanza e di interagire in qualche misura con il liquido e il solido cristallino. Quando l'esecutore si immerge, si trova virtualmente in uno stato antigravitazionale, drammaticamente diverso dallo stato liquido e gassoso della materia.
Si veda anche CRYSTAL, The mental body of menthol, 2019, in cui il corpo della performer si relazione con gli stadi differenti di cristalli di mentolo: la pianta diventa un la pianta diventa un cristallo, poi un vapore, poi un dendrite. vedi il video della mostra al Museum of Now
venerdì 10 marzo 2023
L'ARTISTA È UNA SPLENDIDA FONTANA
Statistiche generali: il corpo umano è composto in media per il 60% di acqua, ma la sua percentuale varia con l’età, perché mano a mano che si invecchia questa percentuale diminuisce progressivamente. Tenendo presente che ogni essere umano è diverso dall’altro, si può affermare, in linea generale, che tale percentuale è del 75-80% nel neonato , del 60% nell’adulto uomo, del 55% nella donna e si riduce al 40-50% nell’anziano. Il cervello (85%) è il tessuto del corpo umano in cui l’acqua è più abbondante, seguito dal sangue (80%), dai muscoli (75%), dalla cute (70%), dal tessuto connettivo (60%) e dalle ossa (30%). L’acqua è il motore che fa funzionare i processi metabolici dell’organismo: i tessuti a maggiore attività metabolica, quindi, sono quelli più ricchi di acqua.
Viene introdotta necessariamente nel corpo con gli alimenti e le bevande poiché l’organismo, con la sua riserva, non copre il proprio fabbisogno giornaliero. L’acqua è coinvolta in queste funzioni fondamentali del corpo: • permette il trasporto dei nutrienti • regola il bilancio energetico; • ha potere detossicante • regola la temperatura corporea; • regola l’equilibrio idrico. • favorisce i processi digestivi, ed è fonte di sali minerali.
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| Bruce Nauman nel suo studio, 1966 |
lunedì 13 giugno 2016
STARE DISTESA, DISTESO, DISTESI,
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| After A line in Ireland, Richard Long, 1974, 2007 |
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| After Circles, Ruckreim- 1971, 2007 |
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| After Dance or Exercise on the Perimeter of a Square, Bruce Nauman, 1967-68, 2007 |
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| After Encirclement, Valie Export 1976, 2007 |
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| After Hertford Wash, Washing, Traks, Maintenance, Outside. Mierl Ladreman Ukeles, 1973, 2007 |
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| After Lean in , Valie Export 1976, 2007 |
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| After Parallel Stress Oppenheim-1970, 2007 |
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| After Sculpture II, Justesen-1969, 2007 |
Nel 2007 , durante una residenza al Programma Sharjah Biennial Artist in Residence and supportato dal London College of Communication and dalla Paula Cooper Gallery di New York, ha realizzato il progetto Body Techniques, una serie di 8 fotografie, con cui riattualizza, decontestualizzandole, in luoghi di costruzione di grattacieli futuristici di Dubai e di Sharja, alcune performances famose degli anni 70: Richard Long, Bruce Nauman, Mierle Laderman Ukeles, Dennis Oppenheim e Valie Export.
DENNIS OPPENHEIM
Dennis Oppenheim, artista statunitense, ( Electric city, 1938- New York, 2011)
Parallel Stress, 1970
Nel Maggio 1970 Oppenheim realizza a New York State due azioni che, fotografate da Joshua Kalin, restano, sotto forma di documentazione, nel lavoro omonimo, che include foto e relazione scritta a macchina. Nella prima azione Oppenheim tendeva il suo corpo tra blocchi di cemento, cercando di mantenere l'orizzontale per circa dieci minuti, e la foto fu scatatta quando il corpo stava per collassare. La seconda foto, incollata nel documento sotto alla prima, mostra il corpo di Oppenheim teso in un avvallamento tra due cumuli di terra a Long Island.
Dice lo stesso artista, citato nel sito della Tate Gallery:
"outdoor works demanded a dialogue with time in ways that art had not done before. They were a strenuous departure from the traditional art settings and contexts. Unfortunately, the work quickly became postured, a recycling of abstract sculptural idiom ... I chose a course, a diabolical act, to circumvent it. I found this other agitation, the body, and I felt that unless I have myself the chance to pursue it, I was going to be forever disappointed. I couldn’t help but stretch myself into it ... I started a dialogue between ‘land wounds’ and scars on my body ... Then in 1969, I got video equipment, and I began to record activities. Earth Art quickly evolved into Body and Performance Art for me."
Dennis Oppenheim, Reading Position For A Second Degree Burn , 1970
Posizione di lettura per ustione di secondo grado: qui Oppenheim "legge" per cinque ore un manuale, finchè il suo corpo non si ustiona e la foto rimane come documento dell'azione.
Lʼartista utilizza, con il gesto occidentale del ready made, tessuti africani popolari per interrogarsi sulla rappresentazione stereotipata dellʼarte e della cultura africana:realizza vestiti con stoffe originarie dellʼIndonesia e poi esportate in Africa nellʼOttocento attraverso il commercio olandese, e Inglese. Crea dunque una rete di referenze storiche, su cui porsi delle domande.
Vacation, 2000 , rappresenta una famiglia vestita da astronauti, che esplora territori sconosciuti. Tutti vestiti con abiti coloniali, fluttuano distesi nello spazio.
Nel 2007 ha realizzato One of Many (Uno di tanti), la sua prima grande mostra in Italia, nella Palazzina Appiani del Parco Sempione a Milano, con una selezione unica delle sue sculture figurative, tutte incentrate sul tema del ritratto. Tutti i giorni, per tutta l’intera durata della mostra un autoritratto ingigantito dell’artista, la scultura Balloon (Pallone, 2007)– un pallone aerostatico gonfiato con elio lungo oltre venti metri – si innalzava nel cielo, disteso galleggiante nell'aria, offrendo un autoritratto nudo e sospeso di Pavel al giudizio dei passanti.
https://www.charlesraysculpture.com/
Plank Pieces,Charles Ray, ( Americano, Chicago, 1943), 1973 usa il suo corpo come se fosse un manichino senza vita, per realizzare queste Opere -Tavola
Negli anni 90 inizia a lavorare con manichini e pupazzi:
Oh Charley Charley, 1992: i manichini per lui sono come statue greche, idealizzate, ma con il suo corpo derealizzato. Si veda il suo sito, dove, tra l'altro si può scaricare un pdf su quest'opera
Maurizio, Cattelan ( Italiano, Padova, 1960)
Mother, 1999
La posizione disteso supino evoca la morte, e in questo caso Cattelan rimanda mediante il titolo, alla sepoltura della madre con cui ha avuto un rapporto conflittuale e al cui funerale reale non si è recato, come testimonia Sarah Thornton in 33 Artisti in 3 atti, Feltrinelli. Cattelan ha esposto un fachiro seppellito nella sabbia, in uno spazio espositivo, durante i primi cinque giorni della Biennale del 99. Il pubblico poteva vederne solo le mani, mentre il resto del corpo era sepolto sotto la sabbia e lui usciva fuori solo ogni cinque ore per mangiare e bere e per provare che si trattava di una azione reale e pericolosa che lʼartista stava esponendo e non di un trucco: tanta realtà per celebrare un rito che avrebbe avuto bisogno di ben altra cornice. Forse una semplice cappella, una chiesa, i veri spazio del rito.
Untitled, (Rings), 2006.
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| White Wall, 2002 |


















































