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giovedì 26 marzo 2026

L'ARTE TRANSGENICA E LA BOITE EN VALISE DI EDUARDO KAC

Batteri di Escherechia coli al microscopio


Eduardo Kac è un artista e scrittore brasiliano che lavorat da quarant’anni sulle interconnessioni tra spazi, tra mondi, e tra specie, aprendo riflessioni sui rapporti tra arte, scienza e tecnologie. Si veda il suo sito, molto ben fatto e articolato. Con le sue opere, Kac indaga l'attuale evoluzione degli esseri viventi che  non è naturale, ma è frutto di un intervento umano che l'artista rende evidente attraverso l'utilizzo della manipolazione genetica e della  CFP, una proteina definita anche marcatore biologico, perché diventa fluorescente quando illuminata con luce blu (*vedi la nota in fondo al blog) Pur essendosi mosso tra le dimensioni micro e macro dell’universo e degli esseri che lo abitano, quindi tra una dimensione spaziale che contempla distanze satellitari e, dall’altro lato, nella prossimità tra gli esseri viventi fino alla dimensione microscopica di batteri, in questo post ci occuperemo solo delle sue opere concepite nella dimensione micro, attraversandole mediante le problematiche sollevate da quelle stesse opere. 

Kac, occupandosi di nuove tecnologie, scienza e arte, affronta la relazione tra campi diversi partendo dalla premessa del CODICE, cifra che appartiene a tutte queste discipline, pertanto sarà utile premettere, rispetto ai lavori successivi di arte transgenica, la sua concezione di traslazione dei linguaggi, espressa fin dagli inizi della sua carriera nel coniare nuove parole che fondono azioni diverse, come il termine  HOLOPOETRY, in italiano OLOPOESIA, parola coniata nel 1983, come molte altre successive.  (Olo è un suffisso derivante dalla parola greca ὅλος che significa tutto, intero). Si trattava di testi visuali che acquistavano significato solo mediante la partecipazione percettiva e cognitiva del lettore- osservatore: lettere che cambiavano colore attraverso la dimensione olografica e che si muovevano in uno spazio tridimensionale al di là della linearità e rigidità che caratterizza le lettere stampate. Fin da questa prima operazione, capiamo che l'artista sta lavorando sull'invenzione di nuovi linguaggi, sta orientando la sua ricerca sui codici.

 Oggetto principale del suo interesse è l’interattività: tra corpi, tra spazi, tra opera e utente. Secondo l'artista, l'odierno connubio tra biologia, robotica e digitale cambia la concezione che abbiamo del corpo, ma anche quello di vita biologica e sociale, ci avviamo verso una post biologia. 

In un suo scritto citato in un interessante articolo di Sabrina Comin a cui rimandiamo qui , Kac dice "La mia ricerca è sensibile a tutto ciò e allo stesso tempo spera di contribuire al passaggio verso una cultura post-biologica". 


GENESIS, 1988-89  

Primo lavoro transgenico dell’artista, commissionato da Ars Electronica 1998-99, prende avvio da una  frase della Bibbia, nel libro GENESI: "E che l'uomo domini sui pesci del mare e sugli animali del cielo e su ogni essere vivente che si muove sulla terra".  Kac compie qui un'operazione di traslazione, ovvero traduce questa frase dal linguaggio umano a quello "genetico" delle cellule. Per rendere possibile l'operazione, trasforma la frase biblica in un primo momento, in codice Morse, successivamente il  Morse nel codice del DNA.



Dittico inciso a laser e rifinito a mano su granito (50 X 75cm) 2001. 
Immagine reperita nel sito dell'artista, che indica il doppio processo di traduzione

Il DNA è una lunga molecola con struttura a pioli a doppia elica costituita da quattro componenti essenziali, le cosiddette basi azotate, che vanno sotto il nome di adenina (A), guanina (G), timina (T) e citosina (C). Ognuna delle due eliche del DNA è costituita da una combinazione di A, T, G, C.  Eduardo Kac utilizza le lettere iniziali della basi azotate facendo corrispondere il punto del codice Morse alla C, la linea alla T, lo spazio tra le parole alla A e lo spazio tra le lettere alla G. L’intera frase, tradotta nel linguaggio del codice genetico, consente a Kac di creare un gene sintetico e a questo punto entra  in gioco l'aspetto visivo, i colori. La luce UV condiziona infatti i colori di ciò che vediamo: per fare una sintesi comprensibile, diciamo che Kac introduce il nuovo gene all’interno di batteri di l’E.coli (*vedi nota in fondo al post) i cui geni sono dotati della proteina GFP, che diventa blu fluorescente se illuminata con UV. Successivamente dispone questi batteri di E.coli modificati insieme con altri non modificati che, illuminati da luce UV diventano verdi o ocra, mentre quelli modificati diventano blu.

Genesis, veduta dell'installazione al Ars Electronica, 1999

 Nell’installazione che Kac presenta al pubblico i batteri sono in un petri (*vedi nota in fondo al post) sopra ad un basamento trasparente, visibili al microscopio e ripresi da una piccola videocamera che rende possibile l’interazione con gli spettatori online e in presenza. Poiché gli osservatori hanno la facoltà di accendere o no la luce UV, vedendo con i propri occhi (o via web) le modificazioni dei batteri, si apre per loro un tema di scelta e di responsabilità nel condizionare l’esistenza di tali tali esseri viventi.

Cypher, 2009,  la foto è di Kac

CYPHER 2009 è l'ultima opera di arte transgenica realizzata da Kac, e che ci ha dato ispirazione per il titolo di questo post.

Nel 2009  crea un mini laboratorio portatile di acciao, contenente, in appositi mini-scaffali, piastre di Petri, agar, nutrienti, pipette, provette, DNA di E. coli sintetico modificato la cui sequenza codifica una Poesia appositamente creata dall’artista per quest’opera, una poesia transgenica. Si veda il link al sito dell’artista. Ovviamente l'artista sta citando la celebre Boîte en valise di Duchamp,  ma mentre per  quest'ultima  si trattava una mini mostra portatile in cui lo spettatore era in grado di rendersi in qualunque luogo uno spettatore miniaturizzato, il Box è un kit per uno spettatore in azione, che può interagire, quando lo desidera, con un'opera DIY, (acronimo di Do It Yourself) contenente anche il  libretto di istruzioni per l’uso. Qui può capire il meccanismo di creazione della poesia e la "creazione" di un nuovo codice visivo elaborata dall'artista: 

CYPHER, 2003 la poesia, la foto è nel sito dell'artista 


CYPHER, 2003, foto nel sito dell'artista 


queste due immagini spiegano il procedimento poetico di Kac: premesso che A, T, G , C, sono le iniziali delle basi azotate del DNA, l'artista vi inserisce 4 consonanti (D, K, W, L) e due vocali (E, I) che corrispondono alla moltiplicazione di basi azotate nel nuovo DNA. L'immagine sopra è quella della poesia visiva risultante.

NATURAL HISTORY OF THE ENIGMA (2003-2009)

Sviluppata tra il  2003 ed esposta nel 2009,  quest'opera ha vinto  nel 2009 il premio GOLDEN NICA AWARD Collection Weisman Art Museum, Minneapolis  Con questo lavoro Kac ha creato una nuova forma di vita vegetale chiamata Edunia, frutto di ingegneria genetica, le cui rosse venature esprimono, rispetto alle normali petunie in commercio, la presenza del DNA dell’artista: infatti il gene è stato isolato da una sequenza contenuta nel sangue dell'artista. L'intera operazione è un processo che comprende diversi lavori: l'installazione, da una serie di foto,  la creazione di contenitori di semi di Edunia, una serie di stampe litografiche legate ai contenitori,   una serie di dittici di  acquerelli e una litografia multilivelli della reazione a catena PCR di Edunia. (*vedi nota in coda a questo post) Come scrive lo stesso artista nel suo sito, "Natural History of the Enigma is a reflection on the contiguity of life between different species", quest'opera costituisce una riflessione sulla contiguità della vita tra specie diverse, drammaticamente esemplificata nella nuova Edunia, una petunia con vene rosso sangue.

THE EIGHT DAY 2002  Si possono Vedere qui le immagini, oltre al sito dell'artista. 

L'opera consiste in un ecosistema transgenico ed è un lavoro collettivo che l’artista ha realizzato grazie alla collaborazione con l' Arizona State University  dal 2001.  Si presenta come un piccolo ecosistema, in cui convivono topi, pesci zebra e piante di tabacco fluorescenti la cui mutazione genetica è stata ottenuta attraverso l’immissione della proteina GFP nel loro genoma. Tutti questi esseri viventi coabitano e interagiscono tutti riuniti in una cupola di plexiglgass larga circa 120 centimetri: accanto a questi vivi naturali, si muove un Biobot, ovvero robot con corpo di vetro con sei articolazioni robotiche all’interno del quale nuota una colonia di amebe Dyctyostelium discoideum, anch’esse fluorescenti, la cui particolarità consiste nel cambiare continuamente morfologia: le amebe sono infatti organismi unicellulari che presentano forma varia e non stabile, grazie alla loro capacità di estendere e ritrarre gli pseudopodi (cioè i loro "falsi piedi", estroflessioni temporanee utilizzate per il movimento ameboide e la fagocitosi).  L'artista decide che le amebe costituiscono il cervello motore del Biobot, poichè le loro modificazioni morfologiche comportano i movimenti del Biobot attraverso le sue articolazioni metalliche.  I visitatori potevano monitorare i movimenti delle amebe nonchè dell'intero ecosisstema presente nella cupola. Infatti, all’interno del corpo di vetro era presente  una telecamera, che inquadrava ciò che avveniva nel corpo stesso, ovvero la vita delle amebe, mentre un’altra telecamera osservava l'interno della cupola: questi due "occhi" consentivano ai visitatori di vedere in presenza e online l’opera attraverso l’occhio bifronte del Biobot. 

GFP BUNNY 2000  - ALBA 

E' l'opera più famosa dell'artista, perchè ha creato scalpore mediatico ed è stata censurata. Ne accenniamo solamente. Nel 2000 Kac inserisce un gene, contenente la proteina EGFP, (originariamente isolata nealla medusa Aequorea victoria e modificata) nel DNA dell'embrione di un coniglio albino, creando il coniglio Alba, che , quando è esposto alla luce UV diventa fosforescente . E’ l’opera più famosa di Kac e anche la più discussa, dal momento che implica la creazione di una vita animale che ha dimensioni e relazioni più evidenti con noi umani rispetto a un procariote. GFP Bunny va però considerato come un evento sociale complesso, costituito anche dal dibattito culturale che ha causato.

NOTE (riprese da Wikipedia e Google AI):

E. coli - Escherichia coli è un batterio gram-negativo, E' comunemente presente nel microbiota intestinale dell'uomo e degli animali a sangue caldo. Per identificare E. coli e altri batteri si usa la luce UV: infatti, sotto l'azione della luce UV, i batteri (spesso marcati con coloranti fluorescenti o che esprimono proteine specifiche come la GFP - Green Fluorescent Protein) emettono luce visibile, rendendoli distinguibili dal fondo. Sebbene la maggior parte dei ceppi sia innocua e utile alla digestione, alcuni possono causare infezioni intestinali (diarrea, colite) o extraintestinali, come le cistiti. 

CFP La Cyan Fluorescent Protein (CFP) è una proteina fluorescente, derivata da modifiche della classica Green Fluorescent Protein (GFP) della medusa Aequorea victoria. Emette una luce ciano (blu-verde) quando eccitata da specifiche lunghezze d'onda, rendendola uno strumento fondamentale nella ricerca biologica e biochimica per l'imaging cellulare.

La Green Fluorescent Protein (GFP), o proteina verde fluorescente, è una rivoluzionaria tecnologia di marcatura biologica che ha valso il Premio Nobel per la Chimica nel 2008 a Osamu Shimomura, Martin Chalfie e Roger Tsien. Questa proteina, isolata originariamente dalla medusa bioluminescente Aequorea victoria, emette una brillante fluorescenza verde se esposta alla luce ultravioletta o blu. Viene utilizzata come marcatore biologico per visualizzare processi in tempo reale, localizzare proteine all'interno delle cellule e studiare l'espressione genica .

Petri  contenitore circolare piatto, in vetro o plastica, dotato di coperchio, fondamentale in microbiologia e biologia per la coltura di microrganismi, cellule e tessuti su terreni agarizzati. L'agar è una sostanza gelatinosa naturale, estratta da alghe rosse, fondamentale nei laboratori di ricerca biologica come terreno di coltura - arricchito da nutrienti adeguati- per coltivare colonie di batteri e microrganismi.

PCR , tecnica di biologia molecolare che permette di amplificare (moltiplicare) rapidamente e selettivamente specifiche sequenze di DNA in vitro. Sviluppata da Kary Mullis (Premio Nobel 1993), permette di ottenere milioni di copie a partire da una singola molecola.


venerdì 16 maggio 2025

IL FUNAMBOLO E L'ARTISTA IN EQUILIBRIO SUL VUOTO : PETIT, KLEIN, MURESAN, DE DOMINICIS

Il corpo umano possiede il potere di reagire alla forza di gravità, all’inerzia e alla forza impressa, che sono le forze primarie del mondo fisico,  attraverso l'interazione tra due sistemi: il sistema propriocettivo che riguarda la propria posizione nello spazio ed enterocettivo, che si focalizza sulle informazioni provenienti dall'esterno.

Come gli altri sistemi sensoriali, il sistema enterocettivo si avvale di cellule specializzate (recettori) che in tale sistema sono localizzati nella maggior parte dei tessuti corporei: muscoli, ossa, pelle e organi interni. L’area cerebrale che riceve la maggior parte delle informazioni riguardanti l’enterocezione è la la corteccia insulare o insula,  che processa gli stimoli enterocettivi permettendoci di diventare consapevoli di ciò che sentiamo. L’enterocezione ci permette di provare molte sensazioni importanti che si possono distinguere in due categorie principali, stati corporei e stati emotivi: gli stati corporei comprendono le funzioni corporee basilari o le condizioni fisiche del nostro corpo come fame, sete, stimolo minzionale o evacuativo, dolore, eccitazione sessuale, prurito, solletico, temperatura corporea (sensazione di caldo/freddo), nausea, mal di testa, malessere, tensione muscolare. Gli stati emotivi, come rabbia, calma, imbarazzo, felicità, ansietà, tristezza, paura, stanchezza, rilassamento.   

Il sistema propriocettivo offre informazioni sullo spazio e tempo in cui ci si trova, e di ogni altro fattore, è responsabile dell’aspetto di un individuo e della sua organizzazione motoria. La maggior parte delle operazioni coinvolte nel guidare e nel controllare i nostri movimenti corporali sono inconsce. Non siamo consapevoli della maggior parte dei movimenti coinvolti nella nostra postura. Spesso sono movimenti abituali e automatici. Le sensazioni propriocettive sono raggruppate secondo la loro origine in varie parti dell’organismo in tre tipologie: 

A. Sensazioni cinestesiche, o di movimento, presenti in tutto lo scheletro e nelle strutture muscolari. provengono da numerosi terminali presenti nei muscoli, nei tendini, nelle articolazioni, nei legamenti, nelle ossa, nelle cartilagini in altri tessuti di supporto del sistema locomotore e ci rendono coscienti del movimento sia passivo che  attivo, di  resistenza o di pressione e delle relative posizioni delle parti del corpo.

B. La sensazione della propria posizione nello spazio deriva da sensazioni speciali presenti nella parte più profonda dell’orecchio ma che non fanno  parte del sistema del senso acustico. L'orecchio è infatti un vero e proprio organi diviso in tre parti: esterno, medio e interno. I primi due sono dedicati esclusivamente alla funzione uditiva, poiché raccolgono le onde sonore, le dirigono all'organo sensoriale e amplificano il loro effetto sui meccanorecettori. L'orecchio interno contiene i recettori dell'udito e dell'equilibrio. Questi organi sono localizzati in una camera ossea chiamata in labirinto o vestibolo e le sensazioni si chiamano vestibolari o labirintiche poichè registrano la posizione della testa e del corpo in relazione al pavimento e la direzione di movimento nello spazio. Due distinti organi sono coinvolti: gli otoliti e i canali semicircolari.  Gli otoliti (dal greco oto, orecchio e lithos, pietra) sono delle piccolissime formazioni di ossalato di calcio, ossia dei sassolini, presenti sulle cellule che rivestono l'orecchio interno, cioè la parte dell'orecchio situato all'interno del timpano. Equilibrio statico: Quando la testa si muove, gli otoliti e la membrana si spostano provovando la flessione delle ciglia delle cellule ciliate contenute nella membrana stessa, che trasmettono lo stimolo al nervo vestibolare che trasmette l'informazione al cervello.   Questo sistema costituisce il delicato apparato che permette di mantenere l'equilibrio e di orientarsi nel movimento e nella direzione. Equilibrio dinamico: corrisponde al mantenimento della posizione del corpo in risposta a movimenti improvvisi come la rotazione, l'accelerazione e la decelerazione.esso è affidato ai tre canali semicircolari, i quali sono orientati secondo le tre direzioni nello spazio e ciascuno dei quali ha una porzione ingrossata che si chiama ampolla all'interno della quale si trova un sistema di liquidi gelatinosi che, spostandosi determinano segnali che vengono trasmessi al nervo vestibolare. 


C. Le impressioni miste derivanti da gruppi di diversi organi interni come quello digestivo, escretorio, viscerale. 

PHILIPPE PETIT 

(AP Photo/Alan Welner, File)

THE WALK è un film del 2015 di Robert Zemeckis, con Joseph Gordon Levitt nei panni di Philippe Petit, il celebre funambolo francese che nel 1974 compì la traversata delle Torri Gemelle del World Trade Center su un cavo di acciao senza nessuna protezione. Qui una intervista con alcune clip delle sue sospensioni. Philippe Petit ha scritto un libro autobiografico nel 2002. Qui il trailer del film. 

La scheda su Yves Klein che segue è stata preparata da Sandro Canali: 

YVES KLEIN, LE SAUT DANS LE VIDE, 1960 
In questo lavoro, Yves Klein, in un sobborgo di Parigi,  si butta da un tetto di un palazzo a volo d’angelo. L’artista, in realtà,  plana su un telo sostenuto da 5 suoi amici judoisti (per molti anni si è pensato che fossero dei Vigili del fuoco). Ad assistere alla performance c’erano due fotografi, Harry Shunk & János Kender, che oltre a documentare l’atto con delle fotografie, hanno in seguito eseguito un fotomontaggio, togliendo il telo e le persone che lo sostenevano. Klein ha ripetuto la performance 9 volte. Nel tempo diversi artisti hanno fatto il reenactment di questa performance. 

 L’artista ha utilizzato il proprio corpo come strumento fondamentale e poi ha usato la fotografia che ha  documentato il lavoro dal vivo. Solo successivamente è stato eseguito un fotomontaggio della foto, togliendo il telo e le persone intorno. La foto è stata pubblicata su copie del  Journal du Dimanche, il 27 novembre del 1960, un quotidiano di quattro pagine, ispirato al vero «Journal du dimanche» e uscito in edicola per un solo giorno, insieme.   
Il tema centrale dell'opera è il vuoto, accanto al cadere, caduta, all'’illusione, alla sfida dei limiti umani. Non lo vediamo mai atterrare, ma resta solo, come un angelo,  sospeso nel vuoto, non lo vediamo atterrare.   Il performer usa tutto il corpo per l’azione, ma  ha una particolare attenzione a come dispone le braccia e il torace prima di saltare, perchè vuole dare l’idea dell’ascensione verso l’alto. Fa pensare all’affresco di Giotto nella Cappella dei Scrovegni a Ravenna e a Santa Teresa D’Avila a cui l’artista era fortemente devoto. 
L’artista sembra che sia perennemente sospeso nell’aria, così, vestito con una giacca, pantaloni e scarpe: quella che arriva al pubblico è un’azione congelata e ferma nel tempo. 
Il vuoto può contenere il suo corpo: non ci sono spettatori . L'unico spettatore sarà quello della fotografia, Yves Klein ne vuole colpire la percezione visiva, tramite il fotomontaggio. 
Sandro Canali suggerisce la lettura di questo articolo di Riccardo Venturi su Doppiozero. che apre un'interessante rifelssione su un significativo remake dell'opera compiuto dall'artista rumeno Ciprian Mureșan. 

Ciprian Muresan, Leap Into the Void – After Three Seconds,

Nel 2004 infatti Ciprian Mureșan, artista rumeno nato nel 1977,  ha realizzato un ironico e apparentemente tragico remake del celebre gesto kleiniano, intitolandolo Leap Into the Void – After Three Seconds, mostrata nel Project Space alla Tate Modern di Londra nel 2012, come parte della mostra Stage and Twist. Il corpo di Mureșan, giace a terra, il volo non è riuscito nel suo intento: non c'è santità, c'è solo il vuoto della sconfitta, del fallimento.  “Nella mia fotografia- afferma Ciprian Mureșan nel 2011 in un’intervista di Emily Nathan su Artnet – ho creato un mondo parallelo specifico per la Romania, che rappresentasse la situazione di un artista a Cluj nel 2004: a nessuno interessava l’arte. La differenza tra il mio mondo e il mondo che Klein rappresenta è incarnata in quei tre secondi tra il salto e la caduta”. L'equilibrio è perduto, non c'è alcuna speranza in quel vero paesino di vera campagna. 

Tentativo di volo è un breve video realizzato da  Gino de Dominicis di cui esiste anche una sequenza fotografica.  Il video, realizzato da Gerry Schum, inizia con le parole dell’artista, che afferma: “Forse perché non sono mai riuscito a nuotare ho deciso di imparare a volare.” L’artista, come un uccello, prova a partire dall’alto per essere avvantaggiato nella prima planata. Sbatte le braccia, prima lentamente poi sempre più deciso, si butta, ma ricade più volte per terra con un effetto deludente, ma soprattutto comico, ridicolo. Il video e le foto che ripetono in parodia l'ispirato Salto nel vuoto di Klein e "del suo proposito “immateriale” di oltrepassamento dell’arte.", come scrive Silvia Tomassi nel suo articolo Nessun salto è mai nel vuoto.  

giovedì 15 maggio 2025

SPOGLIARE – TRASCINARE – SOTTOMETTERE - UMILIARE - DISCRIMINARE

Si può provare a tracciare un disegno della situazione attuale della violenza sul corpo delle donne mediante la riflessione su alcune parole chiave contenute nel libro Contro ogni forma di violenza: la parola alle donne (appena pubblicato da Efesto ed.) che raccoglie gli atti del Convegno con lo stesso titolo del 3 dicembre 2024. In questo contesto, analizzeremo le opere sul e con il corpo di alcune artiste il cui lavoro ruota proprio intorno alle parole spogliata, trascinata, sottomessa, rosso sangue, discriminata, che ricorrono, spesso e tutte nei numerosi interventi del Convegno, descrivendo diverse situazioni in cui la violenza – non solo fisica, ma anche sociale, culturale –nel corso dei secoli è stata e viene tuttora ancora esercitata in tante forme proprio sul corpo femminile. 

SPOGLIATA – TRASCINATA – UMILIATA 

Pippa Bacca, Sposa in viaggio (2008)

Pippa Bacca, Sposa in viaggio (2008)

Bianco e rosso sono due colori che per secoli hanno simboleggiato la prima notte di nozze, il lenzuolo esposto con il sangue di una giovane sposa esposto alla comunità. Nel suo intervento al convegno Contro ogni forma di violenza, Antonio Passa racconta l’esperienza tragica della performance itinerante di Pippabacca, di cui cinquanta opere sono attualmente in mostra a Milano, Palazzo Morando, fino al 7 settembre 2025. 

Per ulteriori info su Pippabacca: https://www.iltascabile.com/linguaggi/e-di-pippa-non-mi-chiedi-nulla/

L’artista è stata stuprata e uccisa nel 2008 mentre percorreva il suo itinerario della performance Spose in viaggio nel corso della quale lei e la sua collega Silvia Moro, vestite solo di un abito da sposa, senza borse né valigie, ma solo con il corpo – abito, hanno percorso centinaia di chilometri dall’Italia verso la Turchia (il loro itinerario di pace era diretto a Gerusalemme) in autostop. Arrivate a Istambul, le due artiste si sono separate e date appuntamento a Gerusalemme, dove si sarebbe concluso il loro percorso.  Scrive Antonio Passa: "Pippa vuole portare in dono la libertà di essere rispettate in quanto donne. ". L’autostop, infatti,  pratica in voga a partire dagli anni ’70 dello scorso secolo, è un metodo di viaggio ormai obsoleto che comporta fiducia, coraggio, generosità, curiosità autentica nei confronti del prossimo. Il fallimento di Pippa, vittima di un uomo che l’ha trascinata fuori dal camion, stuprata e uccisa, ha permesso tuttavia di rendere pubblica una violenza che spesso è coperta dal silenzio, dalla vergogna, se non addirittura dalla colpa, dalla responsabilità di essersi esposta. A cosa? 

Elina Chauvet, Zapatos Rojos (2009- oggi)

Elina Chauvet, Zapatos Rojos (2009- oggi)

A Ciudad Juárez, città di frontiera nel nord del Messico, a partire dal 1993, centinaia di donne vengono rapite, stuprate e assassinate. Qui, dal 2009, Elina Chauvet, architetta, ha realizzato una installazione pubblica con 33 paia di scarpe da donna rosse, divenuta un progetto che, curato da Francesca Guerisoli, ha attraversato decine di città in Messico,in USA, in Italia, disseminando in spazi pubblici centinaia e centinaia di scarpe dipinte di rosso che testimoniano il sacrificio di tante donne uccise dai loro compagni. 

Ana Mendieta, Rape Scene, (Performance di uno stupro), 1973 

Ana Mendieta, Rape Scene, (Performance di uno stupro), 1973 

Ana Mendieta è stata una performer e attivista femminista di origine cubana, nata a L’Avana 1948 e morta a New York 1985.  Dal 1983 al 1985 ha vissuto tra New York e Roma, dove si è sposata con l'artista concettuale Carl Andre, otto mesi prima di morire, precipitando misteriosamente dal 34 piano durante una lite col marito (inizialmente arrestato, Andre fu assolto nel 1988 per mancanza di prove). Mendieta realizzò diverse performance intorno al soggetto dello stupro. In questa si  ispirò ad un incidente avvenuto realmente nel Campus dell’Universita del Iowa, dove una studentessa era stata stuprata e uccisa. Invitò pertanto amici e studenti nel suo appartamento in Moffitt Street nella città di Iowa, dove essi si trovarono di fronte alla porta dell’appartamento socchiusa, ed entrarono in una stanza buia con una piccola luce che limitava illuminava l’artista stessa, spogliata e distesa su un tavolo con sangue che scendeva dalle sue gambe. Mendieta più tardi disse in un’intervista quanto la morte della giovane l’avesse colpita e spaventata: identificandosi con la vittima, voleva rompere il codice di silenzio che voleva mantenere anonimi gli stupri, riducendoli a fatti personali, laddove invece sono piuttosto legati a situazioni culturali e sociali.

 

Ana Mendieta, Body Traks 1974 

Body Traks
1974 

Alcune di queste performance col sangue o pitture rossa erano private erano eventi filmati. Per Mendieta l’uso del sangue per fare tracce del corpo era un modo di purificazione e in più prendere il potere di affermare il suo status di artista femminile femmina hai penso che è un grande potere magico che il sangue ha un grande potere magico non lo vedo come una forza negativa. 

 Ana Mendieta, Untitled (Self-Portrait with Blood) |

SOTTOMESSA - FRUSTRATA 

MARTHA ROSLER,  Semiotics of the Kitchen 1975 

MARTHA ROSLER,  Semiotics of the Kitchen 1975 

L'artista americana Martha Rosler, afferma di avere voluto lavorare, in quest'opera,  su “la nozione di 'linguaggio che parla al soggetto' e alla trasformazione della donna stessa in un segno, in un sistema di segni, che rappresentano un sistema di produzione alimentare, un sistema di soggettività imbrigliata”. La semiotica del linguaggio culinario scopre un gioco linguistico che testimonia la violenza che ha costretto e ancora costringe tante donne confinate nelle pareti domestiche, in ruoli subalterni. Nel 2003, alla Whitechapel Gallery di Londra, in occasione di A Short History of Performance, Part II, Rosler ha indetto un bando per la riproposizione dal vivo di questo suo lavoro. Ventisei donne hanno partecipato a una performance a rotazione, sono state registrate e “trasmesse” su monitor televisivi in tutta la galleria attraverso una trasmissione in diretta. Barbara Kruger's Untitled (Your Body is a Battleground) (1989). 


VALIE EXPORT, Body Configurations (serie, 1976) 

VALIE EXPORT, Body Configurations (serie, 1976) 

Nata Waltraud Lehner VALIE EXPORT è nata nel 1940 a Linz, in Austria, ma all’età di ventisette anni ha deciso  di andare all’anagrafe per slegarsi dal cognome del padre prima e da quello del marito poi, optando per il suo nickname VALIE unito a EXPORT, che, oltre a ispirarsi al logo di una nota marca di sigarette austriaca, definisce l'artista come prodotto commerciabile. In questi lavori, l'artista, attuvista femminista, usa il proprio corpo per mostrare e denunciare, attraverso le posture e i gesti, la sottomissione del corpo femminile alle regole sociali. 


 DISCRIMINATA - DIRITTO AL RISPETTO 

 TC&A, Better Dead Than Dying,  2014.

 TC&A, Better Dead Than Dying,  2014. 

Il Progetto TC&A, The Tissue Culture &Art project ha sede a Perth, in Australia e ne sono responsabili Oron Catts e Inat Zurr. Oron Catts è un artista e Direttore del SymbioticA, Centro di Eccellenza per le Arti Biologiche, Scuola di Scienze Umane, Università dell'Australia Occidentale, mentre Inat Zurr è Docente senior di Belle Arti presso la Scuola di Design, Università dell'Australia Occidentale. Con il loro lavoro, i TC&A mettono in discussione le implicazioni filosofiche, culturali ed etiche relative alla vita e identità. L'opera in questione è realizzata a partire da una cellula HeLa,  appartenuta a Henrietta Lachs. La donna, che lavorava nei campi di tabacco della Virginia, così come i suoi antenati schiavi,  morì per un tumore, nel 1951 e i medici, senza preoccuparsi di chiedere alcun consenso, prelevarono un campione dei suoi tessuti e si accorsero ben presto di un fenomeno sbalorditivo, mai registrato prima nella storia della medicina: le cellule tumorali continuavano a crescere fuori dal corpo, in laboratorio.  Il suo corpo venne sepolto in una tomba anonima, ma sue cellule furono prelevate, coltivate in laboratorio e rese immortali per essere inviate dapprima gratuitamente poi a pagamento, creando un’industria miliardaria sulle sue cellule, a tantissimi laboratori in tutto il mondo per realizzare studi sul cancro, sulle malattie infettive e sulla biologia delle cellule umane. La storia della donna e della causa intentata dai suoi discendenti è narrata nel libro di Rebecca Skloot, La vita immortale di Henrietta Lacks (Aldephi 2011). 

Henrietta Lachs
Cellule HeLa

In Better dead than dying, le cellule HeLa sono state avvolte da una struttura polimerica che riprende la silhouette di Henrietta da una delle sue fotografie più note. Questa silhouette è collocata in un ambiente artificiale chiuso appositamente progettato che inizialmente agisce per sostenere la crescita delle cellule HeLa sulla struttura polimerica, che tuttavia è destinata a morire, poiché le cellule consumano i loro nutrienti e producono rifiuti che finiscono per trasformare il loro ambiente in una camera della morte.

mercoledì 1 maggio 2024

SOLO GLI UMANI SONO PERFORMATIVI?

A quanto pare si, solo gli esseri umani possono performare, almeno secondo lo studioso franco-tedesco  Jens  Hauser. In un suo testo pubblicato nel libro Art biotech, (nel catalogo della mostra a sua cura del 2003, L’Art biotech, svoltasi presso Le lieu Unique a Nantes e pubblicato in edizione italiana aggiornata cura di Pierluigi Capucci e Franco Torriani per CLUEB, 2017), lo stesso autore definiva  il corpo degli esseri viventi come un campo di battaglia per le discussioni biopolitiche. Nella mostra si raccoglievano opere che utilizzavano le biotecnologie come strumenti della loro pratica artistica, facendo pensare al lavoro degli artisti delle prima e della seconda avanguardia.  

Nel 2021 Jens Hauser si spinge più avanti ed esplora nuovamente il campo delle arti che si occupano delle ripercussioni della manipolazione tecnica in atto in ambito biologico e ambientale,  in un breve testo scritto in collaborazione con l'artista e ricercatrice Lucie Strecter,   On Microperformativity. Il testo  accompagnava un festival da lui curato, che aveva l'obiettivo di sollecitare artisti e studiosi in un confronto con un pensiero che fosse in grado di superare l’Umanesimo, che lui, insieme con Richard Schekner - il teorico americano della Performance - considerava come una potente ideologia arrogante, antropocentrica, espansionista.   

Nel suo testo, l'autore cita alcune mostre che hanno messo a tema la microperformatività , a partire da quella già citata: 

skinterface: Exploding borders- Creating membranes in art, technology and Society (FACT, Liverpool, 2008, Casino Luxemborg- Forum d'Art Contemporain, 2009)

May the Horse live in me/Art Orienté object ( Kapelica Gallery, Ljubijana, 2011), 

SO 3 (three tender significant others) (Espace Multimedia Gantner, Bourogne 2015), 

Click Festival "On Microperformativity", (Helsingør, 2016), 

Devenir Immobile/Yann Marussich (Le lieu unique, Nantes, 2018), 

{un][split} Micro Performance & Macro Matters (Muffathalle, Munich, 2018), 

Applied Microperformativity: Live arts for a radical socio-economic turn (Angewandte Innovation Lab [AIL], Vienna, 2018), in connessione con Elise-Richter-PEEK project ‘The Performative Biofact’ funded by the Austrian Science Fund (FWF), OU\ /ERT. Phytophilia - Chlorophobia - Situated Knowledges (Emmetrop- Antre Peaux, Bourges, 2019).

Partendo da una riflessione sulla violenza della microperformatività del coronavirus, Jens Hauser individua, alltraverso l'esplorazione di alcune pratiche e  teorie artistiche messe in atto in queste mostre,   e in cui vede il prevalere, simmetricamente rispetto a  una tendenza verso la destabilizzazione della scala umana (sia spaziale che temporale),  un orientamento verso agenti e corpi non umani.  

Queste sono le domande che si pone lo studioso: A cosa si riferisce oggi la parola corpo? Cosa significa liveness?

TAGNY DUFF

Artista interdisciplinare canadese che ha lavorato in Australia, fondatrice di Fluxmedia, Tagny Duff si occupa di forme di vita microscopiche e molecolari, lavorando con i virus - non sui virus come tematica, ma esplorandoli in quanto entità biologiche, molecolari, culturali e digitali - e si rende conto che i virus sono spesso considerati come un intrusi da combattere e d eliminare. Tuttavia, il contagio virale può svolgere un ruolo importante nello sviluppo evolutivo dei corpi: recenti studi di paleogenomica hanno infatti scoperto fossili virali endogeni in corpi (umani, animali e vegetali) che risalgono a milioni di anni fa. 

Ci sono relazioni simbiotiche tra il virus e il corpo dell'ospite? Per rispondere a questa domanda, l'artista ha documentato visivamente e testualmente la sua ricerca condotta con i retrovirus nel laboratorio scientifico e ha costruito una serie di prototipi artistici per una futura installazione performativa interattiva con cui i visitatori sono stati invitati a interagire. I corpi umani necessitano di virus per evolversi come specie, così come i virus necessitano di incubatrici umane per prosperare. Insieme ad altre forme microbiche, queste entità non umane obbligano a un ripensamento dello status di vivacità a scale percepibili ma anche impercettibili per l'uomo. Per capire meglio come i virus si muovono nelle cellule e generano un'interrelazione con gli esseri umani, l'artista ha dovuto coltivare e trasfettare le cellule in vitro in un laboratorio scientifico, dovendo necessariamente imparare a lavorare con molta accuratezza per non essere lei stessa infettata (è possibile farlo congelando il virus a -80 gradi). Così scrive lei stessa: «Lavorare in laboratorio con virus, cellule e tessuti comporta una serie di percezioni sensoriali e viscerali: calore, umidità, pressione, tatto e suoni sono fattori determinanti per la crescita delle cellule e per le condizioni di passaggio dei virus attraverso le  pareti cellulari. Il modo in cui tengo la pipetta e distribuisco il terreno di coltura per alimentare le cellule ha un impatto sulla loro struttura cellulare. Una quantità eccessiva o insufficiente di terreno potrebbe causare la morte delle cellule. Inoltre, le cellule non assorbono i vettori virali con la stessa rapidità se l'incubatore non è impostato su una temperatura corporea. Anche alcune frequenze e vibrazioni dovute alle voci umane e al movimento nel laboratorio possono inibire o generare la crescita dei virus. Come artista che lavora in queste condizioni, mi preoccupo costantemente di mantenere le condizioni ambientali e di sicurezza necessarie per la cura dei campioni». 


Tagny Duff, Cryobook Archives, 2016

Cryobook Archives, 2016, https://bridge.art.msu.edu/video/, 

Quattro sculture sono esposte dentro un'unità di congelamento portatile trasformata in una teca, un specie di biblioteca mobile in miniatura. Le sculture sono quattro libri fatti a mano con tessuti umani di volontari che hanno subito interventi chirurgici, e animali ex-impiantati, cellule HaCat e un virus biologico sintetico (Lentivirus). Per realizzarli l’artista ha utilizzato tecniche di ingegneria delle colture tissutali, come la trasfezione e le procedure di colorazione immunoistochimica, insieme alle tradizionali tecniche di rilegatura dei libri. Qui si possono leggere diversi post scritti da Tagny Duff nel blog scritto dall'autrice. Altro link utile: https://www.concordia.ca/faculty/tagny-duff.html 

Scrive l'artista proposito della ricerca e dei metodi per produrre il sapere scientifico: "In laboratory practices, computer programming and archival sciences, the prevention of contamination is believed to be an important strategy for stabilizing, preserving and generating knowledge and information.The cryobooks propose a rethinking of this belief by exploring how ‘synthetic’ and ‘wild’ viral and microbial forms of life are implicated in the production of emerging forms of life and knowledge."

YAN MARUSSICH 

Hauser si sofferma anche sulle pratiche di Yan Marussich, artista performer danzatore e coreografo svizzero che esplora, mediante gesti minimi o impercettibili che rasentano l'immobilità, il rapporto del suo corpo con “performer” non umani. Le sue sono performance che si svolgono in perfetto silenzio e profonda concentrazione.

Yan Marussich, Autoportrait dans un fourmilière, 2003

 Blanc (2015) è una performance in cui l'artista, vestito di bianco chiede ai visitatori della sua mostra di srispondere a una sua domanda che rigiarda la morte  

Bain brisé (2010)è un'altra performance in cui resta per un'ora circa in una vasca da bagno piena di vetri rotti, con un braccio che fuoriesce con un pugno,  per poi uscirne molto lentamente.  https://www.yannmarussich.ch/perfos.php?p=28

Autoportrait dans un fourmilière (Autoritratto in un formicaio ) (2003). Anche in questo caso Marussich si interroga con gli spettatori sulla morte giacendo immobile, stavolta,  per 5 ore in una teca di vetro dove ha sede un formicaio. Su ogni lato, lo spettatore ha a disposizione delle cuffie che riproducono tre fonti sonore distinte. Sempre ai lati, quattro schermi mostrano primi piani del corpo dell'artista e delle formiche, ripresi in diretta da quattro telecamere. 

KLAUSS SPIESS/ LUCIE STRECKER

Klauss Spiess, austriaco con una formazione come endocrinologo, psicosomatico e antropologo medico, lavora come professore associato presso l'Università di Medicina di Vienna, in Austria e collabora con Lucie Strecker, tedesca, artista e ricercatrice in performance art e arte ibrida.  Insieme sviluppano performance/installazioni transdisciplinari su temi di biopolitica. 

Microbial Keywording ( 2020) https://vimeo.com/379866513 

Microbial Keywording, 2020

In questo lavoro la coppia esplora un linguaggio ibrido che elabora non solo simboli formali, ovvero ciò che viene pronunciato attraverso la bocca, parole, suoni, glossolalie, ma  interagisce con i microbi che proliferano in essa. Nelle loro performance raccolgono i microbi orali del pubblico, quindi, utilizzano uno spettrogramma vocale attraverso il quale i fonemi pronunciati ripetutamente azionano pompe che aggiungono feromoni ai microbi contenuti nella saliva per un certo periodo di tempo. Gli artisti lavorano quindi alla produzione di  un "linguaggio microbico", in cui i microbi e il linguaggio si incontrano. Osservando la diminuzione delle differenze rispettivamente tra le diverse lingue e i diversi microbiomi, cercano le assonanze tra biologia e linguaggio.  Si veda l'articolo pubblicato nel sito di Ars Electronica

THOMAS FEUERSTEIN

Artista viennese, Thomas Feuerstein è autore di Prometheus delivered,  (2017), un lavoro che ha come soggetto un'opera scultorea di Nicolas Sebastien Adam (1762). L'agente performer in questo caso è un batterio chemioautotrofo, processato da un bioretatore KAZBEK , che produce i batteri delle cellule del fegato umano. L'acqua del processo acida penetra attraverso i tubi nella scultura e la degrada progressivamente, come se fosse un corpo vivo: i batteri del fegato corrodono il corpo di Prometeo, come il fegato dell'eroe mitico viene mangaito da un'aquila. 



Thomas Feuerstein, Prometheus delivered, 2017

JULIA BOROVAYA 

L'artista moscovita Julia Borovaya è affascinata dalle sostanze e dalle loro qualità chimiche e fisiche. Le sue opere fondono la tecnologia con le molecole. Con Edward Rakhmanov, Borovaya ha co-fondato al Dipartimento di Chimica dell'Università di Mosca il   SAVE lab, una piattaforma collaborativa per lo studio della chimica, biologia e fisica in una prospettiva artistica. 

JULIA BOROVAYA, Cristal, 2020

CRYSTAL (2020) è un'opera performativa in cui utilizzano il CH3COONa, acetato di sodio, il sale di sodio dell'acido acetico. Il progetto esplora l'incontro diretto tra un essere umano e una determinata sostanza chimica o fisica, al fine di dimostrare le loro qualità. Quando un corpo entra in una soluzione supersatura  raffreddata, oppure quando si verifica un movimento o una semplice variazione, si ha un fenomeno di cristallizzazione.   Si verifica così   un'interazione diretta tra il corpo umano e la sostanza chimica. La soluzione supersatura viene versata in una vasca di vetro lunga180 cm e larga 70 in cui si immerge un performer dotato di un tubo di respirazione e ad un certo punto inizia la cristallizzazione provocata dal performer. In circa 20-30 minuti il suo corpo viene completamente ricoperto di cristalli e l' osservatore stenta a vederlo.  Il performer ha il compito principale di monitorare la sostanza e di interagire in qualche misura con il liquido e il solido cristallino. Quando l'esecutore si immerge, si trova virtualmente in uno stato antigravitazionale, drammaticamente diverso dallo stato liquido e gassoso della materia. 

Si veda anche CRYSTAL, The mental body of menthol, 2019, in cui il corpo della performer si relazione con gli stadi differenti di cristalli di mentolo: la pianta diventa un la pianta diventa un cristallo, poi un vapore, poi un dendrite. vedi il video della mostra al Museum of Now

DNA, CLONAZIONI E IBRIZAZIONI (IM)POSSIBILI

GENETICA - GENE - GENOMA - CODICE GENETICO 

La GENETICA è una branchia della biologia ed è la scienza che cerca di individuare quali caratteristiche sono ereditarie e spiegare in che modo queste caratteristiche vengono tramandate di generazione in generazione - Un GENE è un 'informazione genetica di un organismo - Il GENOMA è l'insieme di tutte le informazioni genetiche di un organismo - Il CODICE GENETICO è il linguaggio in cui sono scritte le informazioni genetiche. In genetica, una caratteristica di un organismo è chiamata un tratto. Alcuni tratti sono le caratteristiche di aspetto fisico di un organismo, per esempio, altezza, peso, o colore degli occhi.  Il padre della genetica è Gregor Mendel (1821-1884), naturalista, matematico e monaco agostiniano ceco di lingua tedesca che per primo applicò la statistica e la probabilità alla biologia. 

DNA E ALTRE STORIE

Si è sempre saputo che i tratti sono ereditari, perché i bambini spesso assomigliano ai loro genitori, ma solo nel 1953 i due scienziati del Cavendish Lab, Francis Crick e James Watson hanno annunciato per la prima volta di aver scoperto come il DNA porti con sé l'informazione genetica e che tale informazione sia contenuta nel GENOMA umano.

Le cellule viventi hanno due caratteristiche particolari: si riproducono e accrescono secondo un progetto interno, perchè contengono due tipi di biomolecole complesse: il DNA e le PROTEINE. Ogni molecola di DNA è una sequenza di subunità chiamate nucleotidi, mentre una PROTEINA è una sequenza di amminoacidi. Le molecole di DNA presenti in una cellula costituiscono il suo GENOMA e ogni cellula del nostro corpo contiene lo stesso genoma. 

Il compito del DNA è duplice: 1) contiene le informazioni per costruire e fare funzionare la cellula (tratti specifici del DNA contengono le informazioni che la cellula utilizza per fabbricare le proteine). b) permette l'ereditarietà di tali caratteristiche: infatti le informazioni genetiche contenute nel DNA vengono copiate ed ereditato attraverso le generazioni. L'informazione genetica  degli organismi è dunque contenuta all'interno della struttura chimica delle molecole di DNA. Nel DNA sono contenuti i tratti, ovvero le istruzioni per la costruzione e il funzionamento di un organismo (istruzioni contenute in segmenti di DNA chiamate geni). Tutti gli organismi hanno molti geni corrispondenti alle diverse caratteristiche biologiche, alcune delle quali sono immediatamente visibili, come il colore degli occhi o il numero di dita e alcuni dei quali non lo sono, come l'aumento del rischio di determinate malattie come il diabete o malattie cardiache.

IN QUASI TUTTI GLI ESSERI VIVENTI SONO PRESENTI QUATTRO TIPI DI MOLECOLE BIOLOGICHE (BIOMOLECOLE, ovvero COMPOSTI ORGANICI, ovvero COMPOSTI DI CARBONIO): PROTEINE, CARBOIDRATI, LIPIDI E ACIDI NUCLEICI

GLI ACIDI NUCLEICI 
Sono molecole specializzate per custodire, trasmettere e utilizzare l'informazione genetica. Esistono due tipi di acidi nucleici: il DNA (acido desossiribonucleico) e l'RNA (acido ribonucleico).  
Il DNA si trova nel centro (nucleo) di ogni singola cellula eucariote, e le sue molecole si compattano e avvolgono a formare una struttura chiamata CROMOSOMA. (Si chiama cromosoma perchè si colora se trattato con specifiche sostanze chimiche). Tutte le cellule eucariote contengono all'interno del loro nucleo i cromosomi. In tutte le cellule somatiche del nostro corpo sono ne presenti 23 coppie, ovvero 46. 
Negli organismi viventi, il DNA è quasi sempre presente come una coppia di filamenti che si intrecciano tra loro a formare una struttura definita doppia elica. 


 

Il DNA è formato da catene di NUCLEOTI'DI, ciascuna delle quali è formata dallo zucchero, dal fosfato e da una base azotata. 
Vi sono due tipi di basi azotate, ovvero composti organici contenenti azoto: le PURINE (A,G), più grosse, e le PIRIMIDINE (C,T), più piccole. 
Vi sono poi:
due tipi di PURINE: l'Adenina (A) e la Guanina (G) 
due tipi di PIRIMIDINE: la Citosina (C) e la Timina (T). 
Pertanto il DNA è costituito da quattro tipi di nucleotidi. 
Per garantire la stabilità della molecola, una Purina, che è più grossa, si appaia sempre con una Piramidina, che è più piccola. Dal momento che una molecola di DNA può essere lunga migliaia di nucleotìdi, è possibile un'enorme varietà nella sequenza delle basi azotate e questo è uno dei requisiti fondamentali del materiale genetico.  

Il DNA prende la forma di una doppia elica molto lunga e spiralizzata e lo si può paragonare ad una scala a pioli "ruotata" a forma di spirale avente i pioli perpendicolari all'asse di rotazione: i due montanti della scala sono formati da molecole alternate di zucchero e fosfato; i pioli perpendicolari ai montanti sono costituiti dalle 

Una delle proprietà delle cellule consiste nella capacità di riprodursi e tale processo di riproduzione è chiamato divisione cellulare: negli organismi pluricellulari, tale divisione interviene nella riparazione e accrescimento dei tessuti e nella riproduzione dell'organismo (mentre negli organismi unicellulari procarioti ed eucarioti c'è solo la riproduzione dell'organismo).
Un organismo si può riprodurre con riproduzione sessuata o asessuata:
Il processo della riproduzione sessuata consiste nell'unione di due gameti (negli animali lo spermatozoo e l'uovo), ciascuno dei quali è provvisto di una serie completa di informazioni genetiche, ovvero una copia del genoma dell'organismo, ragione per cui i discendenti erediatno i tratti da entrambi i genitori. Nella riproduzione asessuata ( come quella dei procarioti) c'è invece un solo genitore che genera figli identici a sé. 


Gli organismi pluricellulari sono caratterizzati da due fenomeni: 
LA DUPLICAZIONE DEL DNA 
Una caratteristica fondamentale del DNA (acido desossiribonucleico) è la sua capacità di fornire copie esatte di sé stesso. 
La doppia struttura dell'elica del DNA, al momento della duplicazione dei cromosomi, si apre a metà come una "cerniera-lampo" e le basi appaiate si separano. 
Man mano che i due filamenti si separano, essi fungono da stampo: ciascuno dirige, per tutta la sua lunghezza, la sintesi di un nuovo filamento complementare e in questo modo vengono prodotte due copie identiche della molecola iniziale. 
Nella sezione Explore nella galleria di Scienze e Tecnologia del National Museum of Scotland, a Edimburgo, si trova la tassidermia della pecora più famosa del mondo, Dolly (Roslin, 5 luglio 1996 – Roslin, 14 febbraio 2003), il primo animale clonato da cellule adulte di un mammifero mediante il trasferimento del nucleo di una cellula mammaria in una cellula embrionale denucleata.  

A proposito delle cellule staminali
Le cellule staminali sono cellule non differenziate, che possono dare origine a cellule diverse attraverso un processo che prende il nome di differenziamento. La cellula staminale per antonomasia è l'uovo fecondato, che può riprodursi in qualsiasi tipo di cellula e dunque qualsiasi tessuto. Infatti ne sono ricchissimi il cordone ombelicale dei neonati e il liquido amniotico, ma soprattutto l'embrione umano, a da cui il nome cellule staminali embrionali.  In Italia nel 2004 la legge 40 sulla fecondazione assistita ha posto numerosi limiti alla libertà di ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali, stabilendo il divieto assoluto all’utilizzo a fini di ricerca scientifica degli embrioni non utilizzati nelle tecniche di fecondazione assistita. 
Nel corpo umano adulto, le cellule staminali si trovano nel midollo osseo, e sono quelle che possono essere trapiantate in chi sia affetto da malattie del sangue, ad esempio la leucemia. Ma altre cellule staminali le troviamo nel cervello, nello strato più profondo della pelle, il derma, nella polpa dentaria.
Si legga a proposito un articolo interessante dell'agenzia Ansa (15 aprile 2021) sulle sperimentazioni relative agli embrioni Chimera, che contengono cioè cellule e materiale genetico proveniente da specie diverse.
I macachi clonati con gli embrioni Chimera, 2021

JAKE E DINOS CHAPMAN

Nati in Inghilterra, Dinos (1962) e Jake (1966) Chapman sono stati inizialmente assistenti per anni di Gilbert & George, e, successivamente nel 1992 hanno iniziato a lavorare insieme fino al 2017. Questo l'indirizzo del loro sito web: https://jakeanddinoschapman.com/ 

Zygotic Acceleration, 1995

Zygotic acceleration, biogenetic de sublimated Biogenetic, De-Sublimated Libidinal Model (Enlarged x 1000).
 E' un assemblaggio di corpi di ragazzine prepuberi, fusi tra loro e corredati da sessi maschili e femminili ben evidenziati, sono tutte nude e indossano solo sneakers.  Unite tra loro come sorelle siamesi, tutte con la medesima capigliatura,  sembrano essere il mostruoso risultato di un esperimento mal riuscito di eugenetica . 

mercoledì 24 aprile 2024

IL CORPO ANATOMICO: CELLULE, APPARATI E ORGANISMI E LETTERE CHE LI CATALOGANO


Neurone (Cellula nervosa)
L'unità basilare costitutiva di qualsiasi ORGANISMO VIVENTE è la CELLULA. Le cellule (milioni nel corpo umano, di tipi diversi e funzioni diverse), capaci di vita propria, possono presentare forme molto diverse, che dipendono essenzialmente dal tipo di funzione e possono essere LIBERE oppure organizzate in TESSUTI. Possiedono le proprietà dei viventi, ovvero la reattività, il metabolismo, l'autoregolazione, la capacità di accrescimento e di riproduzione.
Ogni cellula, avvolta da una membrana sottilissima, è costituita da un nucleo e dal citoplasma che circonda il nucleo e dagli organuli subcellulari. 
Il NUCLEO è un componente essenziale della cellula, indispensabile per le sua riproduzione, è circondato dalla MEMBRANA CELLULARE e ricco di ACIDI NUCLEICI (DNA e RNA), formati da catene di Nucleotidi, responsabili della trasmissione genetica e dell'ereditarietà dei caratteri della cellula. Gli organismi si riproducono e sviluppano secondo un progetto interno grazie al DNA e alle proteine. Nelle molecole di DNA sono scritte le informazioni ereditarie che  costituiscono il GENOMA di un organismo. I GENI, che contengono le informazioni per fabbricare le proteine, possono andare incontro a mutazioni. 
Le cellule rispondono ai cambiamenti dell'ambiente esterno regolando le reazioni chimiche che avvengono al loro interno attraverso l'omeostasi, che permette di mantenere costante il loro ambiente interno. 

Questi, secondo la scienza, sono i livelli di organizzazione del corpo umano:
- CELLULA, la più piccola parte di un organismo vivente. 
-TESSUTI, insiemi di cellule con struttura e funzione simili: Epiteliali (specializzati a ricoprire le superfici del corpo, sia interne sia esterne), Connettivali (con funzione di sostegno, intelaiatura e copertura di organi), Muscolare (tessuto specializzato nella capacità di contrazione), Nervoso (con cellule specializzato nell'irritabilità, raccoglie gli stimoli provocati dall'ambiente esterno e le opportune risposte dell'organismo).
- ORGANI, composti da diversi tessuti, partecipano a diverse funzioni e possono organizzarsi in apparati o sistemi. 
-  SISTEMI comprendono organi ad attività integrata e formati dallo stesso tessuto, o meglio da organi che hanno la stessa origine embrionale (Sono 5 nel corpo umano: linfatico, nervoso, scheletrico, immunitario, endocrino).
- APPARATI insiemi di organi formati da tessuti diversi che compiono una stessa funzione o funzioni coordinate (Sono 6 nel corpo umano: cardiovascolare, digerente, respiratorio, riproduttore, urinario).
-  CORPO, ORGANISMO intero nel suo complesso.
- UNA SPECIE è un gruppo do organismi viventi in grado di riprodursi tra loro generando prole feconda. 

Il dominio degli organismi Eucarioti (Animali, Piante, Funghi, Protisti e Cromisti), che hanno cioè cellule Eucariote, rappresentano un passo evolutivo successivo rispetto al progetto base, quello degli organismi Procarioti (Batteri). Tra la cellula eucariote e procariote la differenza che salta subito all’occhio è la dimensione, che va da 0,1 a 10 micron per la procariote e da 10 a 100 micron per l'eucariote che quindi già anticipa con le maggiori dimensioni la aumentata complessità.

La seconda differenza tra le  cellule eucariote e procariote ma sicuramente la più importante, è la presenza nelle Eucariote della membrana nucleare, che tiene nettamente separato il materiale genetico, il DNA, dal resto della cellula. Così, immersi nel citoplasma, si trovano nella cellula eucariote tutti gli altri organuli cellulari, che svolgono altre funzioni utili alla vita della cellula e dell’intero organismo. La cellula eucariotica, quindi, è più grande, più efficiente, più complessa. I Procarioti, invece, tutti unicellulari, hanno un’organizzazione cellulare è più semplice.

I VIVENTI E NON VIVENTI hanno una caratteristica comune: sono costituiti da MOLECOLE, che a loro volta sono costituite da ATOMI legati tra di loro, (dal greco a-tomos, non divisibile) che si pensava fossero l'unità più piccola presente in natura.
Tutte le cellule del nostro corpo sono costituite da molecole, a loro volta formate da atomi . 
Atomi e molecole presenti nelle cellule obbediscono alle stesse leggi della fisica e della chimica che governano in mondo inanimato. Le cellule però hanno due caratteristiche particolari: si riproducono e si sviluppano secondo un progetto interno, perchè contengono due tipi di biomolecole complesse: 
il DNA e le PROTEINE. Ogni molecola di DNA è una sequenza di subunità choamate nucleotidi, mentre una  PROTEINA è una sequenza di amminoacidi.
Poi, alla fine dell'800, si è scoperto che gli atomi sono formati da particelle ancora più piccole: nel NUCLEO dell'atomo, infatti, intorno al quale ruotano gli ELETTRONI con carica negativa, si trovano PROTONI, con carica positiva, e i NEUTRONI, con carica nulla.
L'immagine è solo simbolica, perchè il nucleo è 10000 volte più piccolo dell'atomo

Gli atomi sono elettricamente neutri perchè hanno un numero uguale di elettroni e protoni.
Un ELEMENTO è una sostanza pura, ovvero contiene atomi tutti dello stesso tipo, che hanno caratteristiche distinte. Per esempio, l'elemento idrogeno ha solo di atomi di idrogeno, mentre un COMPOSTO è una sostanza composta da elementi diversi in rapporto numerico fisso (per esempio l'acqua, H2O, sempre composta da due atomi di H, idrogeno e uno di O, ossigeno).
Tavola periodica degli elementi

Qui sopra si vede la TAVOLA PERIODICA DEGLI ELEMENTI, inventata da Dmitrij Ivanovic Mendeleev, che a fine '800 aveva catalogato in un sistema che lasciava caselle vuote per elementi non ancora scoperti.
In natura esistono 92 elementi.
Gli elementi sono raggruppati nella tavola periodica (in cui ogni elemento è contraddistinto da un simbolo di una o due lettere) secondo le loro proprietà fisiche e chimiche: gli elementi da 1 a 92 sono presenti in natura, quelli con numero atomico superiore sono stati prodotti in laboratorio.
Cosa è il numero atomico (Z)? 
E' il numero di protoni presenti nel nucleo, uguale a quello degli elettroni.
Le colonne verticali contengono elementi con proprietà simili. 
In ogni quadratino in alto c'è il numero atomico, poi le lettere che lo nominano.

Qui sotto la composizione percentuale del corpo umano. I sei elementi evidenziati in giallo costituiscono il 98% della massa della maggior parte degli organismi viventi( ossigeno, carbonio, idrogeno, azoto, fosforo, zolfo).
Ossigeno 65,0
Carbonio 18,5
Idrogeno 9,5
Azoto 3.3
Fosforo 1,0
Zolfo 0,3

Sodio 0,2
Cloro 0,2
Magnesio 0,1
Calcio 1,5
Potassio 0,4


UN ELEMENTO HA ATTRAVERSATO IL SECOLO SCORSO E PETER GREENEWAY NE REALIZZA UN'OPERA PROCESSUALE: LE VALIGIE DI TULSE LUPER


Si tratta di un multiforme progetto, non solo multimediale,realizzato dal regista e artista Peter Greeneway a partire dal 2002, che narra un viaggio attraverso il secolo del 900 sulla base del numero 92, l'uranio. Su veda qui il post su quest'opera. E qui un interessante articolo su una mostra legata al progetto, tenutasi al Rivellino di Locarno nel 2010.
 

Immagine dell'esplosione del Trinity test, 1945, Jornada del Muerto, New Messico