Nella sua serie fotografica Body Configurations in Architecture (1972-82). VALIE EXPORT (il cui vero nome è Waltraud Lehner, nata nel 1940 a Linz) si fotografa mentre espone il suo corpo all’adattamento agli edifici: così l’artista, con le sue posture inusuali mostra come il corpo femminile è costretto ad adattarsi, a sottomettersi alle convenienze e alle regole ad esso imposte dallo sguardo- potere (maschile).
giovedì 3 aprile 2025
GLI EQUILIBRISMI DI UNA ARTISTA FEMMINISTA, VALIE EXPORT
IL SORRISO EBETE DEL PUPAZZO DI NEVE CHE NON PUO' MORIRE
Snowman è una scultura Alta 1,80 m., realizzata dagli artisti svizzeri Peter Fischli e David Weiss (Weiss è morto di cancro nel 2012) e dalla Fondazione Beyeler di Basilea,nel Novembre del 2020.
Un primo modello di quest’opera era stato creato nel 1990 per essere esposto di fronte a una centrale termoelettrica a Saarbrücken, in Germania, nel 1990. Gli artisti, con la loro tipica ironia, avevano deciso di realizzare un’opera alimentata da energia proveniente dalla centrale, convertendo però il calore energetico in freddo, come sempre rafforzando il paradosso linguistico del loro lavoro. “They were looking for a piece for in front of a power plant. We decided it had to be something that was dependent on the power of the power plant,” Fischli in una intervista al New Yorker.
Successivamente, nel 2016 sono stati realizzati quattro nuovi esemplari di Snowman che hanno viaggiato fino allo Sculpture Garden del Museum Modern Art di New York, poi alla terrazza dell'Art Institute di Chicago etc.
Quello alla Fondazione Beyeler di Basilea, è l'unico in Europa e in Svizzera ed è anche il primo a funzionare a energia solare. Il pupazzo è protetto da una teca di vetro alta due metri e mezzo, e non è in realtà fatto di neve, ma è una struttura di rame ricoperta di brina e riempita d'acqua che si condensa, si raccoglie sulla superficie della statua e si congela. Ogni mattina, la teca riceve una nuova partita di acqua distillata. Il vetro smerigliato è ottenuto mediante una sottile nebbia d'acqua spruzzata all'interno.
Daniela Zangrando, direttrice del Museo d'Arte Contemporanea Burel di Belluno scrive in un suo interessante racconto di cui forniamo il link : “Sembra quasi che questo personaggio sia tenuto in vita a forza. Non può sciogliersi. Non gli è data la possibilità di seguire il corso delle stagioni, la variazione della temperatura esterna. Non può morire.”
E lo stesso destino è previsto per Michey17, il protagonista dell'omonimo film del regista e coproduttore sud coreano Bon Joon-ho (l'autore di Parasite con cui ha vito la Palma d'Oro a Cannes nel 2020), che è costretto a rivivere continuamente perchè ogni volta che muore, il suo corpo - utilizzato per pericolosi esperimenti - viene riprodotto mediante una speciale stampante 3D. Si può leggere qui qualche info di Wikipedia sul film.
mercoledì 19 marzo 2025
EVOLUZIONE-ESTINZIONE SECONDO PIERRE HUYGHE
Nel 2024 l'artista francese Pierre Huyghe (nato a Parigi 1962, vive a Santiago del Cile) ha portato a Venezia, al Palazzo Punta della Dogana, la mostra Liminal che lui stesso ha definito una mostra in evoluzione. Chi volesse orientarsi dentro il percorso dell'installazione, può aprire questa guida realizzata dalla Collezione Pinault.
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Liminal, video su schermo led, 2024 |
Il visitatore si trovava in un buio percorso che doveva attraversare cercando di capire il mistero che si celava dietro a ciò che vedeva: esseri umani in carne ed ossa col viso coperto da una maschera (che ricordava gli ovali di Brancusi, ma tecnologica e parlante ), esseri viventi non umani (dentro a grandi acquari), esseri non viventi(macchine con movimenti generati da AI), entità morenti (cellule tumorali), immagini di umani morti (il video di uno scheletro umano trovato in un deserto). L’artista in una intervista dice di chiedere al visitatore di non essere spettatore, ovvero di non rimirare i suoi prodotti, statue, video o installazioni che siano, ma di esserne testimone. Ci si chiede allora cosa sia un testimone, diverso da uno spettatore.
Lo spettatore osserva, il testimone cerca di accedere a ciò che vede, anche e soprattutto se ciò che gli sta di fronte o intorno, pur dimostrando una logica coerente, si ritira, si nasconde. Soprattutto il testimone testimonia, dice, a se stesso e agli altri, cosa vede, cerca di sciogliere il mistero che gli si cela e mostra davanti: forse succede nel mondo attuale, dominato da una tecnologia tanto più sofisticata, quanto inaccessibile e nascosta. Che deve essere compresa, di cui è necessario interrogarsi.
Umano, non umano, altro da umano, in estinzione: questo il territorio dove ci porta l’artista. La mostra si dipana nelle sale del Palazzo di Punta della Dogana con l’intento di accompagnare il visitatore in un percorso di evoluzione, eppure sembra avere come traguardo l’estinzione dell’umano, il suo trasformarsi o forse il suo essere al tempo stesso qualcos’altro, l’inumano.
Quattro sono le tappe video fondamentali di questo percorso: LIMINAL, un primo video su schermo led in grande scala di un corpo femminile che giace su una terra lunare, poi il secondo, HUMAN MASK, un terzo, CAMATA, e infine un video in loop velocissimo su ledwall generato da una Ai (UUMWELT – ANNLEE, 2018-2024).
HUMAN MASK, 2014 ( nel video al 14’14’’) Inizia con un drone che riprende la città di Fukushima dopo lo Tsunami del 2011, per entrare poi all'interno di una casa. Qui una figura femminile sembra essere l’unica sopravvissuta, una cameriera: indossa una maschera umana bianca ispirata a quelle del Teatro Noh, ma dopo qualche minuto l’osservatore si rende conto che non è umana, ma si tratta di una scimmia che veste abiti femminili. Vicino a Tokyo c’è un ristorante noto per utilizzare due scimmie addestrate come cameriere e probabilmente l'attrice-scimmia di questo video è una di queste: ripete gesti istintuali, come grattarsi, guardarsi intorno, spulciarsi, ma svolge anche azioni che evidentemente ha imparato dalle istruzioni che ha ricevuto, ovvero aprire un frigo, prendere delle bibite, preparare da bere. Lo spettatore, spiazzato, ci mette un po’ a capire che questi gesti, tra l’umano e non umano, sono davvero quelli di un primate. L’effetto è uno sconcertante viaggio a ritroso nell’evoluzione dell’umanità.
CAMATA, questa la didascalia dell'opera: “Camata, 2024. Robotica alimentata da machine learning, film autogenerato e montato in tempo reale dall’intelligenza artificiale, suono, sensori”. Su un fondale largo 12 metri, un arto meccanico sposta e riposiziona sfere di vetro e metalliche accanto “a uno scheletro umano insepolto di un giovane ritrovato nel deserto di Atacama, in Cile. Si tratta del deserto più antico e arido della terra, il luogo prescelto dagli astronomi per studiare e testare gli esopianeti, ovvero i pianeti che esistono al di là del nostro sistema solare.".
Quando il film finisce, ricomincia, ma in modo diverso, perché il racconto video si autogenera e si modifica all’infinito, senza un inizio e senza una fine, esattamente con quel senso perturbante del loop di infinitezza senza scopo dell’intelligenza artificiale.
venerdì 14 marzo 2025
DAL '500 AL '600 : DALLA MANIERA AL TRIONFO DEL REALE
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Jacopo del Pontormo, Deposizione, 1526, Chiesa di santa Felicita, Firenze. |
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Rosso Fiorentino, Deposizione, 1521, Volterra |
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Annibale Carracci, 1585, La bottega del macellaio, |
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Caravaggio, Morte della Vergine Maria (1604) |
Si pensi alla Morte della Vergine Maria (1604) descritta dal pittore bolognese Annibale Carracci come una popolana stramazzata sul tavolaccio col ventre gonfio e i piedi nudi e sporchi (come il piede di San Pietro a san Luigi dei Francesi a Roma) per Carracci la pittura di Caravaggio e troppo naturale.
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Caravaggio, La crocifissione di San Pietro |
mercoledì 5 marzo 2025
I CORPI TRASH E BIOCINETICI DI HA SHULT
Ha Shult, artista tedesco concettuale il cui nome completo è Hans-Jürgen Schult è uno tra i primi artisti ambientalisti. Nato nel 1939 a Berlino, e dunque cresciuto in una città popolata di macerie, ha concentrato il suo lavoro su temi legati al vivere negli ambienti urbani. Negli anni sessanta conia parole come Macher, artista che "fa", ovvero che agisce, e nel 1972 partecipa alla 5 Documenta di Kassel con Biokinetick landskape, un collage in cui mostra un tramonto su ua piramide di una discarica.
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Ha Shult, Trash people |
Trash people è l'installazione monumentale che lo ha reso più famoso: è costituita da migliaio di forme umanoidi realizzate con materiali di scarto, oggetti riciclati, tra cui ferro, vetro e lattine e pezzi di computer, che installa i luoghi più belli del pianeta. Hanno attraversato il mondo intero, partendo da Xanten (città romana in Germania), sono stati installati nella città più famose (Bruxelles, Roma- Piazza del Popolo, Milano, Colonia, Parigi) e in luoghi remoti come il Circolo Polare Artico, le Piramidi di Giza, il Cervino e le Alpi, la Muraglia cinese. Sono stati definiti “turisti senza passaporto”, in marcia attraverso il globo terrestre, ma forse si può chiamarli semplicemente esercito, che ricorda la legione di terracotta cinese che si trova nel cuore dell'antica Cina, sotto il manto di terra della provincia di Shaanxi.
L’Esercito di Terracotta si trova infatti a Xi’an, antica città imperiale, nell’area che si estende ai piedi del grande tumulo di Qin Shi Huangdi, primo imperatore cinese della dinastia Qin a cui si deve la prima unificazione della Cina, disposto all’interno di 3 fosse, costruzioni sotterranee separate da muri in terra battuta.
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Ha Shult, Venezia vive, 1976 |
Per uno dei suoi suo primi lavori, Venezia vive (1976), Ha Shult ha usato vecchi fogli del New York Times e con cui ha ricoperto interamente Piazza San Marco a Venezia. Poi ha ripreso questo lavoro nel 1983 a New York, a Washington Strret, di fronte alle Twin Towers. Scrive Klaus Honnef, 1989, sul sito dell’artista: "Egli non solo mobilita gli altri sensi umani,( oltre alla vista n.d.r.) ma li usa come canali, per così dire, attraverso i quali può influenzare direttamente ogni persona, portandola a esaminare o forse a correggere i propri punti di vista intellettuali e spirituali. Sebbene abbia immortalato le sue “strutture biocinetiche” in vetrine di ammaliante bellezza, definite da Eberhard Roters la sintesi dei suoi metodi di lavoro - “il dimostrativo e il meditativo” -, le sue azioni artistiche hanno quasi sempre fatto appello a tutti i sensi umani."
Si veda a questo proposito il suo sito, nel link BIOKINETICK, diversi esempi di "Situazioni Biocinetiche".
venerdì 28 febbraio 2025
DATEMI UNA LEVA E SOLLEVERO' IL MONDO
Nel 2017 Marina Abramovich realizza nell'ex monastero di La Laboral a Gijòn, una video perfomance Holding the milk, (al min 1.32) in cui sostiene una scodella con del latte, che è parte del progetto The Kitchen, Homage to Saint Therese. L'artista per lungo tempo, immobile, lotta contro la liquidità e la gravità della scodella.
Anche le ossa del corpo umano sono corpi rigidi, LEVE, capaci di ruotare intorno ad un FULCRO. Tutti i movimenti del corpo – camminare, saltare, tenere in mano un oggetto…) sono determinati dalla FORZA MOTRICE O POTENZA (contrazione) dei muscoli che determinano il movimento delle ossa intorno a punti o FULCRI (che si trovano nelle articolazioni, ovvero nei meccanismi di congiunzione tra le ossa), in contrasto spesso rispetto a una forza RESISTENZA che può essere un peso oppure la forza di gravità oppure lo spostamento di un segmento corporeo.
POTENZA -FORZA MOTRICE forza applicata
FULCRO – asse di rotazione , può essere l’articolazione, ma anche un punto di appoggio o di presa
RESISTENZA forza cui ci si oppone
MOMENTO di una leva è il prodotto della forza per la sua DISTANZA (dal fulcro al quale la forza viene applicata (in fisica si chiama BRACCIO). L’equilibrio si ha quando i due momenti sono uguali.
UNA LEVA può essere vantaggiosa o svantaggiosa: nel primo caso quando la forza motrice è più piccola della resistenza
Le leve si suddividono in tre tipologie: primo, secondo e terzo genere.
LEVA DI PRIMO GENERE Se il fulcro si trova tra le due forze. Può essere vantaggiosa o svantaggiosa, dipende dalle distanze delle due forza dal fulcro esempio la testa e il collo (svantaggiosa, ma mobile)
LEVA DI SECONDO GENERE Se la forza motrice è più lontana della resistenza dal fulcro, quindi ha più braccio (un esempio è il sollevarsi del calcagno, in cui la resistenza è il peso del corpo, il fulcro la base del piede, la forza motrice i muscoli del polpaccio che sollevano il calcagno). E' sempre vantaggiosa, minimo sforzo per massimo risultato.
LEVA DI TERZO GENERE Se la forza motrice è in mezzo tra fulcro e resistenza, sempre svantaggiosa L’avambraccio mosso dal bicipite quando sostengo un oggetto La forza motrice ha un braccio molto piccolo La resistenza ha un braccio molto più lungo Il fulcro si trova nell’inserzione del bicipite sull’ulna. Nel corpo umano prevalgono le leve svantaggiose, ma in cambio si ha la mobilità, per esempio la mano che è mossa dal braccio, prima che dall'avambraccio).
mercoledì 26 febbraio 2025
COM-POST, ENERGIA NELLA MATERIA VIVENTE
Nel suo libro Materia Vibrante, Jane Bennett, che si autodefinisce filosofa materialista vitale, apre con un capitolo introduttivo su La forza delle cose. Citando Lucrezio, la studiosa scrive che i corpi che cadono nel vuoto non sono cose senza vita, ma materia in movimento, concatenamenti di agenti e vitali che tendono a incontrarsi e scontrarsi. La sua riflessione nasce da un’esperienza personale, vissuta un giorno che camminava lungo un canale di scolo a Cold Spring Lane a Baltimore: aveva visto un guanto, un topo morto, un tappeto di pollini, un tappo di bottiglia e un bastoncino di legno, cose senza importanza, rifiuti abbandonati, gettati, scartati, la cui matericità, illuminata da un raggio di sole, formava una composizione di oggetti collegati che rivendicavano la sua attenzione. L’artista Yuko Mohri compie lo stesso procedimento? Questo il suo sito: https://mohrizm.net/works/
Moré Moré è il titolo di una delle due opere (la seconda è Com-pose, che dà il titolo all’intero Padiglione) con cui Yuko Mohri ha rappresentato il Giappone alla 60esima Esposizione Internazionale d’Arte- Biennale di Venezia 2024 con la curatrice sudcoreana Sook-Kyung Lee con cui aveva già collaborato nella Biennale di 14th Gwangju sul tema “soft and weak like water” dove Lee era direttrice artistica. La traduzione del termine giapponese Moré Moré in inglese è Leaky ovvero perdita d’acqua, e infatti Mohri ha realizzato – come in altre occasioni- una serie di sculture cinetiche processuali realizzate provocando perdite d'acqua in vari punti e in vari oggetti e cercando di tamponarle. Il delicato equilibrio degli oggetti sospesi e dei tubi che trasportano l'acqua crea una composizione non solo visiva, ma anche sonora. Lei stessa in un’intervista dice di avere tratto ispirazione da come, nei corridoi delle metropolitane, spesso le perdite di gocce d’acqua vengono raccolte dai dipendenti in oggetti di fortuna, come piccoli recipienti di plastica, buste, oggetti quotidiani. Con un palese riferimento al ready made di Duchamp, Mohri ha cercato quindi direttamente a Venezia - e li ha portati lei stessa ai Giardini con un carrello per la spesa- oggetti quotidiani che ha trasformato e composto con un procedimento ironico e critico.
Qui si possono vedere diverse immagini della mostra, mentre qui una interessante conversazione dello studioso Terence Trouillot con l’artista e con la curatrice del padiglione Sud Coreano Koo Jeong A (intitolato Odorama ) pubblicata sul sito della celebre magazine Frieze che fornisce alcune preziose informazioni sull’altra opera di Yuko Mohri che si trovava all’interno del padiglione, Com-pose. Qui, sopra ai ripiani di diversi mobiletti e altri oggetti di arredamento, stavano frutti maturi o in decomposizione. Ciascuno conteneva un sensore che capta il variare della composizione chimica del frutto, lo trasformava in segnale elettrico attraverso una scheda Arduino che lo traduce in composizioni sonore di suoni e luci. (per poi farne compost per il parco dei Giardini in cui si tiene la stessa Biennale. Si legga qui un articolo di Artext su Compost alla Biennale di Venezia.
Un'opera su cui sarebbe interssante fare un ulteriore approfondimento è “I/O” (2011-2023).